Ore 23.45 italiane.

L’Iran ha lanciato l’operazione Soleimani martire (il generale iraniano ucciso dagli americani in Iraq), con una pioggia di missili balistici contro le basi militari di Ayn al-asad e di Erbil in Iraq.

A Erbil, ha sede anche il contingente italiano.

I mezzi di comunicazione iraniani affermano che gli attacchi alle basi Usa in Iraq hanno provocato 80 morti. Anzi, la televisione iraniana ha parlato della morte di “80 terroristi americani”.

Trump dall’altra parte del mondo risponde: “va tutto bene! Missili lanciati dall’Iran a due basi militari in Iraq.

Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Finora va bene!

Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo! Rilascerò una dichiarazione in mattinata“.

Il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif, dopo l’attacco alle due basi americane in Iraq, dichiara: “l’Iran ha intrapreso e concluso proporzionate misure di autodifesa“.

Come dire, uno a uno palla al centro.

Stati Uniti ed Iran non hanno agito in territorio nemico. Tutto si è svolto in Iraq.

E le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, sul loro canale Telegram, minacciano di attaccare direttamente gli Stati Uniti se dovesse esserci una risposta sul suolo iraniano.

Come primo effetto della rappresaglia iraniana, volano le quotazioni di petrolio, a 65 dollari al barile, e quelle dell’oro, a quota 1.600 dollari l’oncia. Ai massimi dal 2013.

Non ci resta che aspettare il discorso alla Nazione del presidente Donald Trump per sapere quale sarà la prossima mossa.

Intanto, poche ore dopo l’attacco iraniano alle basi americane, un Boeing 737 ucraino è precipitato al suolo dopo il decollo, vicino all’aeroporto internazionale di Theran.

A bordo c’erano 177 persone, tra equipaggio e passeggeri. Fonti ufficiali affermano che non ci sono sopravvissuti.

Gli esperti dicono che si tratta di guasto tecnico, ma non scartano nessuna altra ipotesi.