Finora il rischio del fallimento di un costruttore, purtroppo non improbabile, era tutto sulle spalle dell’acquirente che poteva perdere gli acconti già versati. Ma da marzo la storia è cambiata.

Entrano in vigore, infatti, le nuove norme previste dal Decreto Legislativo “Codice della crisi d’impresa” che modifica la precedente legge del 2005 (d.lgs. n.122) sugli acquisti di immobili in costruzione.

Le nuove disposizioni, che garantiscono maggiori tutele agli acquirenti, si applicano ai casi in cui da una parte c’è un venditore-costruttore (e dunque un imprenditore o una coop edilizia) e dall’altra un acquirente persona fisica (anche socio di coop edilizia).

In questi casi, l’immobile è in costruzione e il contratto stipulato non ne produce il trasferimento immediato. Ma intanto l’acquirente inizia a pagare. E se il costruttore fallisce, amen.

Non più con le nuove tutele, appunto. Tra le più importanti,

è previsto che il costruttore consegni all’acquirente una fideiussione. Questa garantisce il rimborso, in caso di crisi dell’impresa, di tutte le somme pagate o da pagare

prima del trasferimento definitivo della proprietà.

Poi c’è l’obbligo di consegnare all’acquirente, al momento del trasferimento della proprietà, una polizza assicurativa di durata decennale che garantisca il risarcimento dei danni materiali e diretti all’immobile, derivati dalla rovina totale o parziale o da gravi difetti costruttivi.

Altra tutela. Il contratto preliminare deve essere stipulato obbligatoriamente con l’intervento di un notaio, che accerta e garantisce la correttezza di tutta l’operazione e il rispetto delle nuove norme.