Cassandra Crossing è un film del 1976.

Tre terroristi svedesi penetrano nei laboratori dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a Ginevra per piazzare una bomba.

Nello scontro a fuoco con il personale, due terroristi si rifugiano in un laboratorio di massima sicurezza dove, gli Stati Uniti, studiano nuovi virus.

Anche qui vi è un conflitto a fuoco ed alcuni proiettili vaganti frantumano fiale e ampolle contenenti virus, che si riversano addosso ai due fuggiaschi. Uno dei due terroristi rimane a terra, l’altro riesce a scappare, raggiunge la stazione ferroviaria di Ginevra e sale a bordo del treno in partenza per Stoccolma.

Esposto al virus, il fuggiasco muore alcune ore dopo la partenza e nel frattempo contagia alcuni passeggeri del treno.

È quello che sta succedendo in Cina. Un’epidemia è partita dalla città di Wuhan. I morti sono veri e crescono ogni giorno di numero e lo stesso vale per i contagi. I cinesi, ci dicono, senza crederci molto neanche loro, che questo coronavirus sarebbe nato nel mercato della città di Wuhan.

Prima ci hanno fatto credere che sia stato il pesce a trasmetterlo all’uomo. Poi i polli, poi ancora i serpenti ed ora il povero visone.

E se invece (ma qui entriamo un po’ nella fantascienza, che a volte è solo l’anticamera della realtà) questo coronavirus, fosse “scappato“, per motivi non chiari, dal laboratorio dei virus letali?

Sì, perché forse non tutti sanno che, proprio nella città di Wuhan, vi è un laboratorio (ufficialmente costruito dopo l’emergenza della SARS, che colpì nel 2003 la Cina), collegato in realtà al programma segreto di armi chimiche portato avanti da Pechino.

Si tratterebbe dell’unico laboratorio del paese ritenuto sicuro per lo studio di virus mortali. Quindi armi biologiche.

Un ex agente del MOSSAD, il famigerato servizio segreto israeliano, ha riferito che un tecnico che lavorava nel laboratorio, si sarebbe infettato ed avrebbe poi diffuso il virus.

Sempre secondo l’ex agente segreto israeliano, i morti in realtà sarebbero già migliaia. Noi non sappiamo quale sia la realtà, anche perché la Cina, da sempre, non brilla certo per trasparenza di informazioni.

Certo è, che le autorità hanno di fatto deciso di mettere la città di Wuhan in quarantena. Non arrivano né partono aerei, il traffico automobilistico è fermo e lo stesso vale per la stazione ferroviaria e per i traghetti.

In più, il governo ha annullato tutti i festeggiamenti per il capodanno cinese. È stata chiusa una fetta importante di Muraglia Cinese. Shanghai ha chiuso Disneyland.

Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, di solito molto parco nel dare informazioni non lusinghiere sul suo paese, ha dichiarato che la situazione è grave.

Tutte queste misure, mai attivate prima, nemmeno per la SARS, certo non fanno pensare ad un’influenza più forte del normale.

Il personale diplomatico degli Stati Uniti sta, in queste ore, rientrando negli USA. Lo stesso, sta facendo l’azienda automobilistica PSA.

Se siamo di fronte ad un virus letale, per armi biologiche, probabilmente non lo sapremo mai. L’unica cosa che possiamo augurarci è che tutta la comunità internazionale, essendo questo oramai un problema globale, riesca il prima possibile a trovare un vaccino.

E che non si arrivi ad un finale alla Cassandra Crossing, dove i servizi segreti americani ordinano di deviare il percorso del treno verso un ponte pericolante (il “Cassandra Crossing” appunto), per uccidere tutti i contagiati e con loro eliminare la prova del virus letale.