Il primo incidente è avvenuto lo scorso ottobre in Indonesia. Il nuovo Boeing 737 Max, della linea Lion Air, si è schiantato con 187 persone a bordo.

La scorsa domenica un altro Boeing 737 Max dell’Ethiopian Airlines, partito da Addis Abeba per Nairobi, è precipitato dopo sei minuti dal decollo. Sono morte 157 persone tra cui 8 italiani.

In almeno altri due casi il pilota automatico del Boeing, sotto accusa, avrebbe dato problemi iniziando a far perdere quota al velivolo, tanto da costringere i piloti a disinnescarlo. Il giornale inglese The Independent ha riportato l’audio di un pilota registrato dalla scatola nera. Diceva “non cadere, non cadere”, prima di disinnescare il pilota automatico e far riprendere quota all’aereo.

Da ieri il Boeing 737 Max non vola più in tutto il mondo. Dopo l’Europa, anche il Canada, l’Australia, la Cina, Singapore, la Malaysia e l’Indonesia. 42 paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno bloccato i Boeing 737 Max.

Per Boeing si tratta, è inutile dirlo, di un danno enorme sia sotto il punto di vista dell’immagine che sotto quello economico. Il titolo in borsa è crollato bruciando quasi 27 miliardi di dollari.

In tutto il mondo ci sono più di 300 Boeing 737 Max appartenenti a 47 compagnie aeree, più altre decine ordinate da altre compagnie.

Secondo i dati forniti dalla Boeing stessa in una normale settimana c’erano più di ottomila voli fatti con i Boeing 737 Max. L’aereo copre fino a 6.500 chilometri di distanza e può trasportare fino a 210 passeggeri. È lungo 40 metri ed ha un’apertura alare di 36 metri.

Ora bisogna capire se questi incidenti sono dovuti ad un cattivo funzionamento del software. Se così fosse le conseguenze sarebbero lunghe e gravi. Le compagnie aeree, che non possono usare il Boeing 737 Max, potrebbero fare causa alla società. Le compagnie che ne hanno ordinato di nuovi, potrebbero disdire gli ordini.

La Boeing fattura quasi 100 miliardi di dollari nel suo insieme e dà lavoro a quasi 150.000 persone. Ora la palla passa ai tecnici e agli ingegneri che dovranno cercare di capirci qualcosa.

Forse non ha tutti i torti Donald Trump nel dire, dopo l’incidente in Etiopia: “oramai per guidare un aereo servono scienziati”. Oppure, come da anni leggiamo e vediamo in vari film di fantascienza, le macchine si stanno ribellando agli umani.