Fidel Castro ha condotto una rivoluzione per combattere politici corrotti e collusi con la mafia americana, cacciando dal paese padrini e famiglie di vario genere, per ritrovarsi al termine della sua vita, ad assomigliare lui stesso sempre più ad un padrino.

Fidel ha gestito il potere attraverso parenti, amici, accoliti, fedelissimi ed eliminando sistematicamente antagonisti e possibili rivali.

Come un vero padrino, ha lasciato il potere al fratello Raul.

Castro ha liberato Cuba dal dittatore Fulgencio Batista, per far precipitare l’isola in una dittatura peggiore e più violenta, la sua.

Ha eliminato la Cuba batistiana definita il “bordello d’America”, per poi lasciare prosperare un turismo sessuale senza freni che ha fatto di Cuba “il bordello del mondo”.

Ha abolito il latifondo privato ma, ad oggi, Cuba è costretta ad importare più dell’80% del proprio fabbisogno alimentare.

Ha predicato la pace ma non ha esitato a dare il suo benestare, rischiando di causare la terza guerra mondiale, ad istallare missili nucleari sovietici puntati contro la Florida.

Ha rimproverato Nikita Chruscev di aver scelto la via diplomatica dopo la reazione forte di John Kennedy. Aveva promesso un eden terreste per tutti i lavoratori, ma alla fine della sua dittatura risulta che oltre il 23% della popolazione, registrando il caso più alto di emigrazione al mondo, vive fuori dai confini nazionali.

Altro guinness dei primati, è la popolazione carceraria più numerosa al mondo. Oltre 100.000 reclusi in circa 200 centri di detenzione, su una popolazione di 11,2 milioni di persone.

Fidel Alejandro Castro Ruz nasce a Biràn, il 13 agosto 1926.

Terzogenito di sette figli di Angel Maria Bautista Castro y Argiz, benestante proprietario terriero e di Lina Ruz Gonzalez, una cubana proveniente da una modesta famiglia spagnola. All’età di otto anni riceve il battesimo secondo la tradizione cattolica.

Frequenterà il collegio “La Salle”. Non sarà certo un alunno modello. Si dedicherà poco agli studi e molto allo sport. Alla fine del 1945, Fidel inizia a studiare legge presso l’Università dell’Avana.

Nel 1948, sposa Mirta Diaz Balart, studentessa di una ricca famiglia, entrando così in contatto con l’élite cubana. Nel 1949, Mirta dà alla luce un figlio, Fidelito.

Nel 1952, Fulgencio Batista con un colpo di stato sale al potere, affermando che nasceva un nuovo sistema statale dal nome di “democrazia disciplinata“. Batista si lega agli Stati Uniti e taglia i rapporti con l’Unione Sovietica.

Fidel si arruola in un movimento che vuole ribaltare il potere di Batista. Nel 1953 attua un piano d’assalto ma le poche disponibilità di uomini e lo scarso coordinamento tra gli stessi fanno fallire l’attentato. Fidel viene arrestato.

Si difenderà da solo al processo pronunciando la famosa frase “Condannatemi. Non importa. La storia mi assolverà“. Il processo si conclude con una condanna e solo nel 1955 Batista gli concede l’esilio in Messico.

È proprio in Messico che Fidel Castro conosce Ernesto Che Guevara. Saranno per sempre legati indissolubilmente.

Nel dicembre 1956 Fidel Castro torna a Cuba con pochi uomini per rovesciare Batista.

Dopo scontri violenti e molti morti, la lotta si conclude con la vittoria di Fidel nel 1959.

Il nuovo governo mette in atto riforme popolari. Chiude le case chiuse, le sale da gioco, lotta contro il traffico della droga. Il popolo cubano apprezza molto il governo di Fidel.

Altre riforme importanti che seguirono furono, la riduzione dei canoni d’affitto, dei prezzi dei medicinali e dei libri scolastici. Nel 1960, in piena guerra fredda Usa-Urss, Castro dichiara tutto il suo disprezzo per gli Stati Uniti e stabilisce rapporti con i sovietici.

Il 13 ottobre 1960 gli Stati Uniti iniziano l’embargo economico verso Cuba. Nell’aprile 1961 parte l’operazione “invasione della baia dei porci”, fallito tentativo di rovesciare Fidel Castro messo in atto da un gruppo di esuli cubani anticastristi, addestrati dalla CIA.

Militarmente più debole della NATO, Chruscev vuole installare i missili MRBM R-12, per riequilibrare la bilancia del potere nucleare, che pendeva dalla parte degli Stati Uniti. Castro accetta la proposta sovietica.

Gli Usa scoprono le postazioni missilistiche sovietiche e si rischia una guerra nucleare. Le diplomazie di Usa e Urss si incontrano, Castro viene escluso dai negoziati e l’accordo viene raggiunto con la rimozione dei missili da una parte. E l’impegno di non invadere Cuba, dall’altra.

Gli Stati Uniti, da Kennedy in poi, proveranno ad eliminare Castro cercando di avvelenarlo, o modificando i suoi famosi sigari. Non ci riusciranno mai.

Fidel Castro sarà sempre una spina nel fianco per gli Stati Uniti.

Nel 2006, a causa delle condizioni di salute, lascia definitivamente il potere al fratello Raul. Si ritira in una sua residenza di lusso, dove morirà il 25 novembre 2016.

Fidel Castro, nonstante non abbia più un ruolo politico o governativo, incontrerà nel 2012 Papa Benedetto XVI e nel 2015 Papa Francesco, entrambi in visita a Cuba. Precedentemente, quando era al potere, aveva incontrato Papa Giovanni Paolo II.

Nel caso di Fidel Castro, non sappiamo ancora se si possa parlare di mito oltre l’uomo, o dell’uomo oltre il mito. E soprattutto non avremo mai una risposta alla domanda “rivoluzione realizzata o rivoluzione tradita?“.