Il coronavirus, purtroppo, di colpo e in modo preoccupante, è arrivato in Italia.

Primi casi anche a Milano e Torino.

C’è stato un consiglio dei ministri straordinario, con il quale è stato approvato un decreto legge che impedirà alle persone che si trovano nelle aree focolaio (Lombardia e Veneto), di allontanarsi.

Le gite scolastiche, su tutto il territorio nazionale, sono state sospese. Non ci sarà, invece, per il momento, la sospensione del trattato di Schengen, come aveva chiesto Matteo Salvini.

Attualmente l’Italia è il paese con più contagiati in Europa. Il direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, afferma che:

“quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati”.

La situazione, è inutile negarlo, a questo punto è molto seria e preoccupante. Nel mondo le vittime sono 2.461, i contagiati quasi ottantamila.

Gli esperti, ci informano, che entro 15/20 giorni, sapremo se ci troviamo di fronte a un’epidemia vera e propria o solo ad alcuni focolai epidemici gestibili con le misure straordinarie varate dal governo.

La buona notizia è che la coppia di cinesi ricoverata in condizioni critiche allo Spallanzani di Roma, sta molto meglio.

Ci eravamo domandati, all’inizio dello scoppio del coronavirus in Cina, se potesse trattarsi di una nuova pandemia, modello peste nera del 1300. Ovviamente speriamo di no, anche se ad oggi qualche preoccupazione in più l’abbiamo tutti sicuramente.

Se per motivi igienico-sanitari dovessimo per un periodo di tempo, più o meno lungo, rimanere obbligatoriamente chiusi in casa, propongo di rileggere il Decamerone di Giovanni Boccaccio. E perché no, di provare anche noi a inventare e raccontare delle novelle.

Potrebbe diventare il nuovo gioco di società del 2020.