Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa assicura: “Roma supererà la crisi in quindici giorni“.

Sì, perché Roma è invasa dalla spazzatura, oramai da molti, troppi mesi. Noi romani purtroppo ce ne siamo ben accorti.

È difficile trovare un secchio vuoto ed i marciapiedi sono pieni di pattume. Con l’estate avanzata ed il forte  caldo, non è raro trovare anche simpatici topolini, di dimensioni che ricordano gatti, che “sguazzano” in mezzo alla sporcizia.

Roma oramai è anche questo. E così spesso è immortalata, in telegiornali italiani ma anche stranieri.

Un mio caro amico che vive a Londra, l’altro giorno mi ha chiesto: “ma è vero che a Roma è tornato il colera?”. Ed io di rimando: “Non ancora ma speriamo bene”.

Questa è la pubblicità che Roma ha in giro per il mondo.

Come ci sia arrivata a questo punto non lo so. È stato un declino lento ma continuo.

Certamente l’amministrazione Raggi non è l’unica grande colpevole, ma ci ha messo del suo. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha affermato che darà il permesso di smaltire i rifiuti di Roma, nelle varie discariche del Lazio.

La sindaca ha risposto: “arriva un po’ in ritardo questa proposta“. E così i due sono andati avanti, tra liti e rimpalli di responsabilità, mentre Roma continuava ad “annegare nei rifiuti“.

Poi, come succede in un asilo nido quando arriva la maestra a dirimere una lite fra bimbi, è arrivato il ministro Costa. Il ministro dell’ambiente ha indetto un vertice al ministero, con Zingaretti e Raggi. Al termine dell’incontro, Costa ha detto: “basta cercare le responsabilità, dobbiamo guardare avanti. Abbiamo trovato soluzioni“.

La soluzione sarebbe, sempre secondo il ministro: “ora rifiuti all’estero, poi il via a nuovi impianti“.

Non capisco perché in quasi tutti i paesi occidentali, e non solo, la spazzatura venga considerata “oro. Si trasforma in energia pulita e quindi diventa fonte di guadagno e ricchezza. Questo grazie ai termovalorizzatori.

Da noi, invece, a parte qualche rara eccezione, come il nuovo termovalorizzatore di Bologna, la spazzatura non solo non produce energia, e quindi nuovi guadagni, ma diventa una voce importante, in molte amministrazioni comunali, di perdita consistente di molti soldi.

L’idea del ministro Costa, di portare la spazzatura all’estero, non è certo nuova. Già all’inizio degli anni duemila il comune di Napoli, sommerso dalla spazzatura (ora Napoli è diventata Lugano rispetto a Roma, sic transit gloria spazzaturae), decise di smaltirla grazie a treni speciali in Germania.

Questo con costi inimmaginabili ed infiltrazioni della camorra che, nel business dello smaltimento dei rifiuti, ci ha sempre tenuto a dire la sua. Ora lo stesso sta capitando a Roma.

Non escludo che, anche nella capitale, qualche associazione malavitosa possa infiltrarsi per ottenere guadagni facili.

Napoli, a suo tempo, fece più ricca la Germania (poi non lamentiamoci se i tedeschi ci trattano con sufficienza). Roma ancora non sa quale nazione europea farà più ricca. Mi auguro che, per par condicio, ne scelga un’altra.

Marquez, premio nobel per la letteratura, diceva: “se la merda fosse oro i poveri non cagherebbero più“. Appunto.