Giuseppe Ciarrapico detto “il Ciarra” è morto a Roma il 14 aprile nella sua lussuosa clinica “Quisisana” ai Parioli. Nato e cresciuto a Roma ma originario di Bomba (Chieti).

Da giovane è stato più che un simpatizzante fascista. Poi, negli anni, si è avvicinato alla Democrazia Cristiana, riuscendo ad avere un rapporto anche di grande confidenza con lo stesso Giulio Andreotti.

Allo stesso tempo ha intrattenuto ottimi rapporti con il missino Giorgio Almirante. Per finire dal 2008 al 2013 è stato senatore del PdL.

In mezzo c’è tutta una vita da raccontare, una vita spesso al limite della legalità e con amicizie molto discutibili.

Ciarrapico, non per niente detto il “Ciarra” per i suoi modi spesso non da Lord Byron ma molto efficaci, è stato proprietario delle migliori cliniche romane: Villa Stuart e la Quisisana (spesso utilizzate da Giulio Andreotti per risolvere i suoi problemi fisici).

Sempre a Roma era proprietario del famosissimo ristorante La casina Valadier, dove il suo carissimo amico Carlo Caracciolo voleva fargli assumere come chef, a prezzo stellato, Gianfranco Vissani. La cosa non andò in porto.

Era proprietario a Roma anche del famoso bar Rosati a Piazza del Popolo e delle acque minerali Recoaro.

Negli anni ’80 divenne presidente delle terme di Fiuggi. In quegli anni organizzò il Premio Fiuggi conferito, con un assegno da 500 milioni di lire, anche a Michail Gorbačëv.

La più famosa delle sue operazioni è stata la mediazione, sollecitata da Giulio Andreotti e Carlo Caracciolo, nel famoso Lodo Mondadori, fra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti.

Per finire, nell’aprile del 1991, con l’acquisto della AS Roma, conclusasi nel 1993 a causa del suo arresto per bancarotta fraudolenta.

Possedeva inoltre diversi quotidiani locali del Lazio e del Molise. E poi l’avventura con il quotidiano Oggi Sicilia  che durò solo tre anni.

Ha due figli Tullio e Micaela che si occupano delle varie attività di famiglia.

Molto variopinta e divertente la sua vita di “pubbliche relazioni”. In primis lo stranissimo ma strettissimo rapporto con il principe Carlo Caracciolo. Il “rosso” ed il “nero” dove, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, il “rosso” non era Ciarrapico, sempre fedele alla sua amata destra.

Due persone così diverse è impossibile anche immaginarle. Basta ricordarli fisicamente: il principe alto, snello, bello, raffinato nei modi e nei tratti fisici, discendente da una delle famiglie più nobili d’Italia (la sorella Marella era la moglie di Gianni Agnelli).

L’altro, “il Ciarra”, certamente non prestante fisicamente, non particolarmente bello, affatto raffinato, senza una goccia di sangue blu nelle vene. Eppure furono uniti per più di mezzo secolo, non solo in attività imprenditoriali molto importanti ma anche in tanti momenti di svago personale.

Entrambi amavano particolarmente il “gentil sesso“. Ma anche in questo caso la modalità era decisamente diversa. Storica la frase di Ciarrapico a proposito “dell’amore“: “c’ho la stessa malattia di Silvio nostro. La sorchite”.

Negli anni Ciarrapico ha intrattenuto ottimi rapporti anche con Francesco Cossiga, al quale era solito regalare vassoi interi di cannoli siciliani dei quali il presidente andava molto ghiotto.

Anche con Bettino Craxi ebbe, per diversi anni, un ottimo rapporto. L’aereo che lo portò ad Hammamet, ad esempio, era suo. Per non parlare di tutti i “passaggi” che ha dato con il suo “aereo taxi” al suo amico Giulio Andreotti.

Personaggi come Ciarrapico oggi non ci sono più. Vite così complesse con questa pluralità di rapporti ed amicizie anche molto controverse oggi non potrebbero esistere per come è strutturato il “sistema Italia”. Aggiungo io, “purtroppo”.

D’altronde un dinosauro come Ciarrapico è cresciuto bene nella prima repubblica, che gli si confaceva molto, si è difeso nella seconda, nella quale non si trovava più molto a suo agio ed è morto nella terza, con la quale non aveva niente da spartire.