Nel novecento abbiamo avuto nel mondo dittature postcoloniali e dittature ispirate da fonti di natura paranormale. Regimi basati sul culto della personalità e quelli basati sull’invisibilità del dittatore.

Sistemi di propaganda che usavano lo sterminio di massa.

Despoti affaristi e religiosi. Poteri fondati sul terrore e spesso affogati nello stesso sangue da cui sono nati.

In ogni caso, si tratta di personalità distorte e regimi oppressivi, che hanno lasciato al presente fosse comuni e ossari di gran lunga più grandi di quelli generati dal sopruso ai quali reagirono.

A proposito di dittatori che fondarono il regime sul culto della personalità, analizziamo la storia del dittatore delle Repubblica Democratica del CongoMobutu.

Mobutu Sese Seko Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente “Mobutu il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che nessuno possa fermarlo”), nasce a Lisala il 14 ottobre 1930. Fin da piccolo, grazie alla sua struttura fisica imponente, è molto bravo negli sport ma ottiene ottimi risultati anche negli studi.

È dotato di forte senso dell’umorismo ed ama leggere di tutto. Soprattutto Charles de Gaulle, Winston Churchill e Niccolò Machiavelli.

Dopo essere diventato ragioniere si dedica al giornalismo. Mentre è nell’esercito, dal quale si congeda nel 1956 con il grado di sottufficiale, firma i suoi articoli con uno pseudonimo.

A Bruxelles studia giornalismo. È lì che conosce Patrice Lumumba, all’epoca primo ministro della Repubblica Democratica del Congo. Ne diviene così prima segretario, poi Capo di Stato Maggiore.

Dopo un periodo di confusione politica, dovuto ad ingerenze dell’Unione Sovietica e del Belgio (che non voleva perdere l’accesso alle ricche miniere della sua ex colonia), il 14 settembre 1960 Mobutu prende il controllo del paese con un golpe, sostenuto dalla CIA.

Fa arrestare ed uccidere Lumumba. E poi, con l’appoggio di Stati Uniti, Francia e Belgio, il 24 novembre 1965 diventa Presidente del Congo.

Centralizzò subito il potere ed attribuì molti poteri al Capo dello Stato. D

Diviene capo del governo, delle forze armate e della polizia, ministro degli esteri con potere di nomina dei giudici e governatori locali.

Instaura un regime repressivo-autoritario con un partito unico di cui diviene maresciallo-presidente. Ogni rivolta, sia studentesca che politico-militare, viene repressa nel sangue.

Mobutu divenne uno degli esempi più famosi del mondo di cleptocrazia e nepotismo.

Parenti stretti e membri della tribù Ngbandi, ottennero alte posizioni militari e governative.

L’ultimo figlio Nyiwa, allevato per succedergli, morì nel di AIDS.

Saccheggiò tutte le risorse naturali ed economiche del paese. Riuscì ad ammassare un tesoro stimato nel 1984 in più di 5 miliardi di dollari. Mentre la popolazione viveva nella più totale miseria.

Cambiò il nome del paese in Zaire nel 1971 ed aumentò moltissimo l’inflazione facendo abbassare il potere d’acquisto salariale.

Grazie all’appoggio delle potenze occidentali che non volevano perdere le risorse del paese africano per le loro multinazionali, Mobutu potè tranquillamente instaurare una delle dittature più crudeli e feroci del mondo. In posizione anticomunista.

Grazie a questo sostegno internazionale, fu ricevuto alla Casa Bianca (dove nel 1989 tenne anche un discorso) da più presidenti Americani (come Richard Nixon o George H.W. Bush).

Ebbe l’onore raro di salire a Londra in carrozza con la Regina Elisabetta II.

In Belgio il re Baldovino lo ricevette innumerevoli volte.

Fu ospite a Tokio dell’imperatore del Giappone Hiroito e del presidente cinese Mao Zedong a Pechino.

Ebbe un rapporto privilegiato con il presidente francese Valery Giscard d’Estaing e con il successore Francois Mitterand.

Perfino il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, in visita pastorale in Zaire nel 1985, soggiornò nella splendida residenza del dittatore.

Mobutu alla propaganda associava un fortissimo culto della personalità.

Tutto ruotava intorno alla figura del dittatore, dalle trasmissioni televisive, alle migliaia di immagini affisse sui palazzi pubblici e governativi che lo ritraevano.

È ricordato, inoltre, anche per le folli spese per sé e la sua famiglia.

Fece costruire l’aeroporto di Gbadolite con tutti i requisiti tecnici per poter accogliere il Concorde.

Proprio quel Concorde che lui era solito noleggiare, con la stessa facilità di un taxi, per portare la sua corte a fare shopping a Parigi. O a New York per parlare alle Nazioni Unite.

O a Marsiglia ad ascoltare il coro giovanile dello Zaire.

E poi ville, castelli ed appartamenti acquistati in mezzo mondo. Soprattutto nel sud della Francia, in Costa Azzurra.

Era inoltre solito fare regali costosissimi ai suoi amici Capi di Stato. Leggenda narra di un diamante di innumerevoli carati che regalò alla consorte del presidente francese Valery Giscard d’Estaing, durante un ricevimento all’Eliseo.

A causa dei metodi di regime e dell’assenza di rispetto diritti dell’uomo, nel tempo si acuì sempre più la tensione nel paese.

E nel 1990 Mobutu si rassegnò ad accettare la presenza di un Parlamento multipartitico al proprio fianco. Nel frattempo si indebolì l’appoggio incondizionato che aveva avuto dai suoi “amici occidentali”.

Nel maggio del 1996 il rivoluzionario Laurent-Desirè Kabila si autoproclamò presidente dello Zaire.

Mobutu fu costretto a fuggire in Marocco.

Dove morì all’ospedale di Rabat alle ore 21.30 del 7 settembre 1997.

Lasciava un paese in collasso economico e in conflitto con i paese vicini.