“Riscaldamento globale, torna presto, abbiamo bisogno di te”. Ha twittato così, qualche giorno fa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre un’ondata di gelo particolarmente intensa stava per abbattersi sul Midwest.

Come a dire: visto che freddo? Il riscaldamento globale non esiste.

Ma stavolta c’è stato chi si è preso la briga di rispondere per le rime all’inutilmente ironico presidente americano.

Gli scienziati del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), ovvero l’Agenzia climatica statunitense, hanno risposto su twitter:

“Le tempeste invernali non dimostrano che il riscaldamento globale non sta avvenendo”, con tanto di approfondimento scientifico per chi avesse voglia di capirci di più. Trump immaginiamo di no.

Intanto, negli stessi giorni in cui il Presidente si divertiva a cinguettare come un teenager, circolavano altre due notizie su cui riflettere.

La prima: il Met Office, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, ha annunciato un 2019 con livelli atmosferici di anidride carbonica (CO2) record, i più alti mai raggiunti finora.

La seconda: pochi giorni fa è stato aggiornato il Doomsday Clock, l’orologio dell’Apocalisse. Dal 1947 segna simbolicamente la distanza da un’ipotetica fine del mondo.

Ora le lancette sono ad appena due minuti dalla mezzanotte, cioè dalla fine dell’umanità. E cos’è che ci sta spingendo verso la distruzione? Guarda un pò, proprio i cambiamenti climatici.

Allora Presidente, ha ancora voglia di scherzare?