Un famoso cantautore italiano cantava in una sua bella canzone “ho visto a volte che anche un topo sa ruggire”.

È quello a cui abbiamo assistito l’altra sera, durante la conferenza del premier Giuseppe Conte. Non se ne abbia a male Conte per il paragone con il sempre poco amato roditore.

In questo anno siamo stati abituati a vederlo come un premier in prestito, un premier senza quid, a volte quasi inesistente. Invece stasera, dopo che Matteo Salvini ha deciso di staccare la spina ad un governo che oramai era da troppo tempo un malato terminale, ecco che Conte, con un sussulto d’orgoglio, ha tirato fuori gli attributi, forse tenuti nascosti per troppo tempo.

Cosa ha detto Conte? Ha rivendicato la sua azione di governo, lanciando subito una frecciata a Salvini, “il mio governo ha lavorato, non era in spiaggia”, e poi “non spetta al Ministro dell’Interno convocare le Camere e decidere i tempi della crisi”. E ancora: “spetterà a Salvini, nella sua veste di Senatore, spiegare i motivi della crisi”, per poi finire dicendo: “sarà la crisi più trasparente della storia Repubblicana”.

Stasera, come in una commedia Pirandelliana, finalmente tutti hanno buttato giù la maschera. Conte ha dimostrato di essere dotato di un quid e che al momento buono lo sa anche tirare fuori.

Salvini ha finalmente detto che vuole fare il Presidente del Consiglio, cosa che si supponeva oramai da tempo.

Cosa succederà ora? Non è facile dirlo. Non si può escludere che il premier Conte possa provare a trovare in Parlamento maggioranze alternative, anche se non sarà facile.

Salvini, come dichiarato subito, vuole le urne per capitalizzare un risultato elettorale che, in base ai sondaggi fatti, dovrebbero darlo come vincitore. Sopra c’è il Quirinale con il Presidente Sergio Mattarella, l’unico a cui la Costituzione dà il potere di sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni.

Che questo governo fosse una sorta di “incesto”, era stato chiaro a tutti sin dalla nascita. In 14 mesi ha prodotto poco e quel poco prodotto è sempre stato figlio di liti, insulti e discussioni. La TAV è stata non la goccia, ma lo tsunami che ha rotto la diga.

Ora, in attesa di probabili nuove elezioni che dovrebbero svolgersi a fine ottobre, saremo spettatori di una campagna elettorale senza regole, immagino, e con molti colpi bassi. La prima nella storia Repubblicana che inizierà, o meglio forse è già iniziata, stasera a Pescara con il comizio di Salvini in pieno Agosto.

Tutto ancora potrà succedere, abbiamo visto un topo che sa ruggire ma anche un’aquila che può precipitare.