Altro che sostegno!

Per chi non se ne fosse accorto, il governo ha dato l’addio in un sol colpo a due misure importanti a sostegno delle mamme lavoratrici: il bonus baby sitter e il bonus nido.

La mancata proroga dei due benefici è contenuta nella legge di bilancio approvata tre mesi fa. A rispolverare la notizia e a rinnovare la polemica però è bastata una circolare appena emanata dall’INPS per spiegare come saranno gestiti i bonus già richiesti.

Ricordiamo che questi benefici davano diritto al massimo a 600 euro al mese per 6 mesi, soldi utili per pagare la baby sitter o la retta dell’asilo, rinunciando al congedo parentale. Un modo per facilitare soprattutto il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, spesso penalizzate dopo la nascita di un figlio.

Ma niente, non sperateci più. Il beneficio “contributo per i servizi di baby sitting e per i servizi all’infanzia“, introdotto in via sperimentale per il triennio 2013-2015 e poi prorogato per il biennio 2017-2018, non c’è più. Nessuna proroga. 

E meno male che la famiglia è al centro dei pensieri di chi ci governa!

Ma forse è proprio questo il messaggio: le donne stiano a casa ad accudire i figli. E rinuncino a lavoro e carriera.

E chi invece il bonus lo ha già richiesto entro lo scorso anno? Si deve usare entro il 31 dicembre 2019. E lo dice l’INPS.

Qualora residuassero mesi interi di beneficio non fruito, questi saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale.

Il contributo per far fronte agli oneri degli asili nido invece potrà essere fruito fino al 31 luglio 2019. Gli eventuali mesi interi di beneficio, non fruiti entro tale termine, saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale.