Venezia custodisce molte leggende.

Alcune sono inquietanti, come la storia di Palazzo Dario.

Palazzo Dario, per i veneziani Ca’ Dario, si affaccia sul Canal Grande.

Edificio maestoso e meraviglioso a vedersi, nasconde però una suggestione popolare che lo vuole “maledetto“.

La storia del Palazzo inizia nel 1479 quando, Giovanni Dario, ambasciatore della Serenissima, ne commissiona la realizzazione all’architetto Pietro Lombardo. Nel 1494, alla morte di Giovanni Dario, il palazzo viene ereditato da sua figlia Marietta, sposata con Vincenzo Barbaro, ricco mercante di spezie veneziano.

In breve tempo sembra che il ricco mercante Barbaro, abbia un tracollo finanziario e muoia accoltellato.

La moglie Marietta, dal dolore si suicida. Come se non bastasse il loro figlio Giacomo, muore in un agguato a Candia, nell’isola di Creta. Da qui inizia la “maledizione” di Ca’ Dario.

Gli eredi, e discendenti della famiglia Barbaro, vendono il palazzo ad un certo Arbit Abdoll, commerciante armeno, ricchissimo, che traffica in pietre preziose.

Anche Abdoll, in breve tempo, fa bancarotta ed è costretto a “svendere” Ca’ Dario per sole 480 sterline, all’inglese Rawdon Brown, il quale a sua volta lo rivende nel giro di pochissimi anni, per mancanza di denaro.

Il Palazzo passa di mano, poi, ad un conte ungherese. E poi ad un ricco irlandese, signor Marshall. Entrambi lo tengono per poco, perdendo in breve tempo le loro fortune e non avendo più denaro per ristrutturarlo.

Nel 1896, la contessa Isabelle Gontran de la Baume-Pluvinel lo fa restaurare. Quello della contessa è forse l’unico periodo in cui la maledizione si ferma. Anche se, il poeta francese Henri de Regnier, spesso invitato a trascorrere periodi lunghi a Venezia a casa della contessa, si ammala gravemente e non potrà più andarvi.

Nel dopoguerra Ca’ Dario viene acquistato da Charles Briggs, un miliardario americano, che sarà costretto a fuggire da Venezia a causa delle continue voci sulla sua omosessualità. Si rifugerà in Messico, dove il suo amante, suicida, troverà la morte.

Rimasta Ca’ Dario senza proprietario per diversi anni, nel 1964 sarà il famoso tenore Mario Del Monaco a volerlo acquistare. Proprio mentre il tenore sta andando a perfezionare l’acquisto, ha un incidente grave in macchina.

Pare che durante i soccorsi abbia detto: “disdite la compravendita di quel maledetto palazzo“.

Pochi anni dopo acquisterà Ca’ Dario il conte torinese Filippo Giordano delle Lanze, il quale sarà ucciso all’interno del palazzo, nel 1970, da un marinaio croato di nome Raul Blasich, con il quale intratteneva una relazione.

Blasich fuggirà a Londra, dove trova la morte per mano di un assassino, mai identificato.

Il Palazzo poi appartiene a Chiristopher Lambert, manager del complesso rock “The Who”. Qui, Lambert, accentua le sue dipendenze da droghe e alcol, fino a minare definitivamente i suoi  rapporti con la band. Si dice che Lambert, preferisse dormire nel chiosco dei gondolieri, vicino all’Hotel Gritti, per sfuggire ai fantasmi che nel Palazzo lo perseguitavano.

Nel 1978, Ca’ Dario diviene di proprietà del ricchissimo uomo d’affari veneziano Fabrizio Ferrari. Anche Ferrari, dopo aver usato il Palazzo per feste memorabili, con invitati del calibro di Giulio Andreotti ed Henry Kissinger, va in rovina.

Viene arrestato con l’accusa di aver picchiato una modella, e la sorella Nicoletta. E muore in uno strano incidente stradale senza testimoni.

Alla fine degli anni ’80, sarà Raul Gardini, il signore della chimica che in quel periodo è al massimo del suo potere, a comprare il Palazzo.

Anche Raul, nel giro di pochi anni, ha vari rovesci finanziari e, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, si suicida nel 1993 in circostanze ancora poco chiare.

Da allora il Palazzo non ha avuto più proprietari, fino al 2006, quando una società americana lo compra. È tuttora in fase di restauro.

Piccolo aneddoto. Nel 2002 il bassista Jhon Entwistle, dopo aver affittato Ca’ Dario per una breve vacanza a Venezia, muore improvvisamente di infarto. Leggenda vuole che dove si trova Ca’ Dario, prima vi fosse una locanda per viaggiatori. Questa locanda era famosa per il suo tenerissimo spezzatino. Una volta, pare, che un viandante, nel mangiare il famoso spezzatino, vi trovasse un piccolo dito tagliato.

Spaventato dalla scoperta, va ad avvisare le forze dell’ordine dell’accaduto. Queste intervenute sul posto, trovano nelle cucine della locanda l’orrore. Ovvero, lo spezzatino, era fatto uccidendo bambini orfani, che a quel tempo venivano abbandonati.

Da qui la “maledizione” delle anime dei bambini per chiunque abiti la casa.

Anche il famoso e duro Cesare Romiti, amministratore delegato della FIAT, ogni qualvolta Gardini lo invitava a dormire a Ca’ Dario, rifiutava adducendo qualche scusa.

Pare che la presunta maledizione colpisca solo chi rimane a dormire nel Palazzo e non gli ospiti “passeggeri”. Non mi viene altro da pensare che è vero che “essere superstiziosi porta male”.