“Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia“.

Questo affermava con la sua consueta ironia, molti anni fa, Giulio Andreotti.

Beh, da ieri, siamo passati dall’ironia andreottiana alla farsa dei magistrati della Procura di Firenze.

La storia è questa.

La Procura di Firenze ha indagato Silvio Berlusconi per le stragi mafiose del 1993.

Nello specifico, Berlusconi è accusato dell‘attentato di Roma del 15 maggio 1993, seguito da quello di via Palestro a Milano del 27 luglio 1993. Passando, udite udite, per quello contro il giornalista, nonché amico e dipendente Mediaset, Maurizio Costanzo e la moglie Maria De Filippi.

E ancora, il fallito attentato al pentito Salvatore Contorno a Formello del 1993.

Non escludo che in un futuro molto prossimo accada che Berlusconi sia indagato anche per l’omicidio del Presidente degli Stati Uniti Kennedy, avvenuto a Dallas nel lontano 1963. E per l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, a Sarajevo (dopo il quale ebbe origine la prima guerra mondiale),  nell’ancora più lontano 1914.

Il tutto è talmente assurdo, che quasi tutto l’arco costituzionale, ad esclusione del PD (che ha perso così un’altra buona occasione) si è stretto attorno al presidente Berlusconi.

La strada l’ha aperta Renzi, affermando che sull’inchiesta “non c’è uno straccio di prova“.

Poi ha continuato: “sono attonito per il fatto che Berlusconi sia indagato, tra le altre cose, per l’attentato fallito a Maurizio Costanzo. I Pm, così facendo, fanno un pessimo servizio alle istituzioni“.

A ruota Salvini: “ma indaghiamo su stupratori, ‘ndranghetisti e camorristi“.

Giorgia Meloni parla di “accanimento giudiziario“.

È difficile, veramente difficile, poter aggiungere altro.

Quello che dispiace, da cittadino, è che si assiste, ancora una volta, ad un comportamento di sconfinamento della magistratura verso “lidi non propri”.

Questo, come già successo in passato, sempre per Berlusconi (vedi caso Ruby), con una marea di soldi spesi di noi contribuenti, per non arrivare a nulla.

E sia ben chiaro, non è come dice qualche “anima candida” di giornalista che, proteggendo Berlusconi, si vuole cercare di nascondere la verità sulle stragi. È che oramai, appare chiaramente a tutti, o meglio a quasi tutti, che siamo passati, per quanto riguarda almeno una parte della magistratura, al “cabaret“.

Sono convinto che, se un domani questi Pm “originali” della Procura di Firenze, avessero bisogno di lavorare, Silvio Berlusconi, con la sua grande magnanimità, un posto a Zelig, in onda su un suo canale televisivo, certamente non lo negherebbe.