Sotto una pioggia torrenziale, si sono svolti a Parigi, nella cattedrale de Les Invalides, i funerali dell’ex Presidente della Repubblica Jacques Chirac, morto all’età di ottantasei anni.

Sono accorsi migliaia di francesi, per dare l’ultimo saluto.

Jacques Chirac nasce a Parigi il 29 novembre del 1932. Suo padre Francois è un funzionario di banca e sua madre, Marie Louise Valette, è la figlia di un istitutore di Sainte-Fereole. Fin da piccolo Jacques dimostra un carattere ribelle e indomito.

A 18 anni, nel 1950, lascia la famiglia e si imbarca a Dunkerque, come mozzo su un cargo verso gli Stati Uniti. In America farà prima il lavapiatti a Harvard, poi la guardia del corpo a una signora ricchissima e molto anziana di 82 anni. Infine si fidanzerà con la figlia del re del cotone del Sud Carolina.

Nel ’51 torna a Parigi e frequenta l’Institute d’études politiques. Entra, nel ’54, alla prestigiosa Ecole nationale d’administration, che forgia i nuovi puledri di razza che andranno a governare la Francia. Presta il servizio militare nel 1956, in Algeria, come sottotenente del 6° reggimento degli Chasseurs d’Afrique.

Poco dopo entra a far parte della Corte dei conti. Dopo aver avuto in gioventù simpatie comuniste, passa alla destra Gollista.

È eletto nel 1966 per la prima volta deputato e per tutti gli anni ’70 è più volte ministro e premier del Presidente Valery Giscard d’Estaing. Sindaco di Parigi nel 1977, per il primo di tre mandati.

Nel 1981 diventa Presidente il socialista Francois Mitterand, del quale Chirac diventa premier nella prima coabitazione della Quinta Repubblica.

Finalmente il 17 maggio 1995, dopo aver perso le precedenti presidenziali del 1981 e del 1988, contro Francois Mitterand, vince sul socialista Lionel Jospin, diventando Presidente della Repubblica.

Sarà poi eletto per un altro mandato, rimanendo in carica fino al 16 maggio del 2007.

Della sua lunga presidenza, si ricordano alcuni momenti di svolta.

La fine  dei test nucleari in Polinesia.

La posizione nettamente contraria riguardo la seconda guerra in Iraq del 2003, fortemente voluta dal Presidente degli Stati Uniti George W. Bush.

La vittoria al ballottaggio contro la “fascista” Jean-Marie Le Pen.

Il riconoscimento delle colpe della Francia nella Seconda Guerra Mondiale per la deportazione degli ebrei.

La fine del servizio militare obbligatorio.

Ultima ma non per importanza, le sue battaglie sul riscaldamento climatico.

Famoso il suo grido d’allarme durante un convegno sul clima del 2002 in cui disse: “la nostra casa brucia e noi ci giriamo dall’altra parte“.

Nel 2011, già malato da tempo, viene condannato, primo e unico presidente francese, a due anni con la condizionale per uno scandalo di falsi impieghi, quando era sindaco di Parigi. Chirac era un seduttore, di uomini e donne.

Forse non come il suo predecessore Francois Mitterand, del quale dicevano: “anche una sedia vuota si innamorerebbe di lui“.

Sposato da quando aveva 23 anni con Bernadette Chodron de Courcel, appartenente alla nobiltà frencese, avevano tre figlie: Laurence, figlia sfortunata medico, morta nel 2016 a seguito di una forma di anoressia nervosa. Claude, da sempre sua consigliera all’Eliseo durante le presidenze. E una figlia adottiva, la profuga vietnamita Anh-Dào Traxel.

Si racconta delle sue tante scappatelle in giro per il mondo.

Vi voglio raccontare un aneddoto.

La notte tra il 30 e il 31 agosto 1997, la notte maledetta nella quale la Principessa Lady Diana, insieme al suo compagno, il miliardario Dodi Al Fayed, trovò la morte sotto il tunnel del Pont de L’alma a Parigi, Chirac fu irreperibile, e lo sarà fino alle 3 di notte.

Né la moglie, né sua figlia Claude, la sua fidata consigliera, né i servizi segreti, né il Premier sapevano dove fosse. Il Presidente era a casa della bellissima attrice italiana da anni residente a Parigi, Claudia Cardinale.

Uscito alle 3 del mattino con il solo autista personale che lo attendeva sotto casa (con l’ordine di non disturbarlo per nessun motivo), gli fu comunicato con forte ritardo dell’ormai avvenuto decesso della Principessa Diana.

Nonostante le sue intemperanze, le sue bugie, il suo carattere difficile, nonostante alcuni errori macroscopici fatti nel corso della sua lunga vita, ha ragione l’attuale Presidente francese Emmanuel Macron quando, nel ricordarlo, dice: “un capo di stato che ha saputo rappresentare il Paese nella sua complessità e nella sua diversità“.