L’orologio dell’Apocalisse segna due minuti alla mezzanotte. Ma che cos’è?

È un orologio ideato nel 1945 dalla Federazione degli scienziati atomici per scandire il tempo che l’umanità ha davanti a sé per evitare una catastrofe dovuta alle armi nucleari o ai cambiamenti climatici.

Dal 1947 l’orologio dell’ Apocalisse è aggiornato ogni anno ed il 24 gennaio scorso, il consiglio formato da 20 scienziati, ha deliberato all’unanimità che restano appena due minuti.

Era già successo nel 1953 e nel 2018. Nel 1953, meno di dieci anni prima del culmine della guerra fredda, Baia dei Porci, tra Stati Uniti e Unione Sovietica. E nel 2018, dopo i test nucleari della Corea del Nord ed a seguito del repentino cambiamento climatico.

Il momento di maggiore sicurezza, invece, lo abbiamo avuto nel 1991 quando, a guerra fredda finita, le lancette dell’orologio segnavano 17 minuti alla mezzanotte.

Ma siamo veramente così vicini alla fine del mondo? Forse si.

D’altronde Vladimr Putin nella conferenza di fine anno ha avvertito il mondo dicendo: “se arrivano i missili in Europa, scoppia una guerra nucleare […] Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare”. 

Dall’altra parte certo Donald Trump non fa nulla per rassicurare il mondo avendo deciso di uscire dal Trattato Antimissili.

Sembra proprio di essere tornati in una nuova “era” di guerra fredda, di corsa agli armamenti, di nuovo muro di Berlino senza muro.

Erano parecchi lustri che non sentivamo più minacce, più o meno velate, fra Russia e Stati Uniti.

Sembra proprio che il mondo non possa vivere senza antinomie. Dal 1945 fino al 1991, il mondo era diviso  tra capitalismo e comunismo, tra collettivismo e liberismo economico, tra mondo libero e dittature bolsceviche. La famosa cortina di ferro.

Finito il pericolo comunista, l’occidente ha individuato nel mondo islamico il pericolo. Gli amici di ieri, i mujaheddin, compagni degli americani in tante battaglie in Afghanistan, sono diventati il male assoluto. Con le conseguenti guerre di “liberazione” in Iraq e in Afghanistan. In realtà dietro c’era solo la voglia degli Stati Uniti di avere risorse petrolifere in quei paesi.

La differenza più grande che ho riscontrato tra mondo islamico ed occidentale è quella sulla visione della donna. Il mondo occidentale la vuole nuda, quello islamico coperta. Ciò può bastare a fare scoppiare guerre? Pare proprio di si.

Ora, sembra che lentamente il mondo islamico stia perdendo terreno a discapito di una rediviva guerra fredda. Come dire, il primo amore non si scorda mai. O forse più prosaicamente questa perfetta antinomia tra mondo occidentale e vecchi paesi ex comunisti, quali Russia e Cina (ancora abbastanza comunista), è la sintesi perfetta dell’equilibrio mondiale.

Come dire, abbiamo giocato un po’ con gli islamici, facendoci anche un po’ male, in attesa che l’ex Unione Sovietica si rinforzasse. Ma ci hanno dato poca soddisfazione.

Ora per fortuna è tornata la vecchia e cara Russia di una volta e con lei sappiamo già come comportarci. È gente seria.

È come fosse una vecchia amante, messa da parte per un po’. Una volta ripresa, il vissuto è tornato subito a galla e le cose ricominciano a filare.

Speriamo bene.