Primo sindaco del Movimento Cinque Stelle di un capoluogo di provincia (Parma), Federico Pizzarotti, con un ironico e sarcastico post su Facebook, segna in maniera piuttosto lucida le contraddizioni, le incoerenze ed i cambiamenti (più o meno improvvisi) di posizione dei suoi ex colleghi “grillini”, ora al governo.

Tanto rigidi in passato (rigidità che ha portato anche al suo allontanamento nel 2016), quanto labili, confusi e voltagabbana nel presente.

Per governare un paese non basta essere onesti, o dichiararsi tali. Il potere non è cosa semplice da gestire.

E che sia proprio lo stesso Beppe Grillo ad invitare ad “avere un po’ di pazienza con Luigi Di Maio, che ha SOLO 32 anni”, la dice lunga sullo stato clinico del Movimento Cinque Stelle. Specie dopo il voto che salva Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti.

Scrive Pizzarotti (il post non è riportato nella sua interezza né totalmente alla lettera).

“Tutto in streaming”. Sparito lo streaming.
“Mai alleanze con i partiti (con specifica menzione alla Lega)”. Sappiamo tutti come è andata a finire.
“Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati”. Ora chiunque può tenere tranquillamente tutto lo stipendio.
“Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva”. Presidente non eletto, segretario non eletto, tesoriere non eletto, membri del direttorio non eletti, portavoce non eletti, responsabili comunicazione non eletti.
“Candidati scelti dalla base”. È durata finché quelli scelti dalla base sono andati bene alla dirigenza, dopodiché sostituiti d’ufficio.

“Mai in televisione”. Finché non ha fatto comodo andare in televisione (ma sempre e solo senza contraddittorio, altrimenti non sanno ribattere).
“Massimo due mandati, poi a casa”. Vedremo come andrà a finire alla fine.
“Alleanze in Europa scelte dalla base”. Sondaggi con opzioni insensate e post di propaganda per indurre al voto dell’opzione desiderata dalla dirigenza. Stessa cosa successa con il voto di oggi (il voto che ha salvato Salvini).

“Si possono trovare 30 miliardi col primo decreto al primo consiglio dei ministri”. Poi quei miliardi non esistono e si deve fare deficit.
“Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa”. Poi fanno liste di giornalisti sgraditi.
“Mai più governi non eletti” (i governi non sono mai stati eletti e non è previsto che lo siano). Vanno al governo con un presidente del consiglio che non si era candidato tale e con una coalizione che non si era presentata alle elezioni.

“Mai più alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi inciuciano“. Vanno da soli, poi “inciuciano” con la Lega; ah no, è un contratto.
“Nessun Indagato”. È durata fino al primo indagato M5s e ad ogni nuovo indagato si “correggono” le interpretazioni. Regole sempre applicate per i nemici e interpretate per gli amici.
“Fuori i partiti dalla RAI!” ………..

“No al TAV”. Vedremo come andrà a finire.
“No al TAP”. TAP confermato.
“Niente più fondi alle scuole private”. Fondi alle scuole private confermati.
“Niente F35 acquistati”. Acquisto degli F35 confermato.
“Mai più condoni”. Fanno il condono fiscale e pure il condono edilizio.
E vediamo se oltre a frasi come: e allora il piddi, non saresti stato nessuno senza Grillo, sputi nel piatto dove hai mangiato, e tante altre frasi fatte, sarete in grado di fare una serena autocritica.

A prescindere dalle parole di Pizzarotti, ed a prescindere dal fatto che ci trovano piuttosto d’accordo, è evidente che

il Movimento Cinque Stelle sia in balia degli eventi, spaccato al suo interno anche a causa dell’esito del voto sulla Diciotti.

Beppe Grillo non perde occasione per bacchettare Luigi di Maio, che in realtà non è mai stato troppo diverso da quello che ora al padre fondatore del Movimento non piace.

Non sono pochi poi i problemi interni al Movimento che riguardano anche Casaleggio jr. Sembra che tra i parlamentari pentastellati serpeggi malcontento per “l’obolo” di 300 euro che verserebbero al mese per il mantenimento di Rousseau (un sistema che finora sembra dare non pochi problemi di mal funzionamento).

La senatrice Virginia La Mura, si legge su Il Corriere della Sera, nel nome del 41% di chi ha votato a favore del processo a Salvini, chiede “un’inversione di rotta” ed è solo una voce tra le tante.

Anche se in caso di voto anticipato molti parlamentari al secondo mandato potrebbero non essere ricandidati. Ma come scrive Pizzarotti, a riguardo vedremo!

Speriamo che il pranzo chiarificatore di oggi, che vedeva allo stesso tavolo Di Maio, Grillo e Casaleggio, abbia portato i suoi frutti.

Ma la cosa più auspicabile sarebbe avere al governo donneuomini con pregi e qualità non comuni, quelle che noi non abbiamo. E non donneuomini “comuni” che possiedono le nostre stesse, identiche e mediocri contraddizioni.