La notizia è di stamattina.

Greenpeace Italia ha scovato e fotografato, nel sud della Polonia, precisamente a Gliwice, quarantacinque tonnellate di plastica italiana, scaricate alle spalle di un distributore di benzina dismesso.

Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento Greenpeace, dichiara: “quello che abbiamo documentato in Polonia, è inaccettabile e vanifica gli sforzi quotidiani di migliaia di cittadini nel separare e differenziare correttamente i rifiuti in plastica”.

Le tonnellate in plastica, arrivate in Polonia, partono dall’impianto italiano della ditta Di Gennaro Spa, con sede a Marcianise, area industriale del Casertano.

Sembra anche che questa spedizione, sia al centro di un contenzioso tra Italia e Polonia, in merito ad alcune anomalie riscontrate, quale ad esempio il sito di destinazione, diverso da quello indicato nei documenti di trasporto.

Tanto che le autorità polacche hanno definito il trasporto di rifiuti “illegale“.

Continuo, ingenuamente, a non capire perché noi, da moltissimi anni, trasportiamo a caro prezzo la nostra spazzatura, in giro per l’Europa. Ma l’idea di tenersela? Perché non la prendiamo mai in considerazione?

Eppure, come già detto, la spazzatura può diventare oro, se ben trasformata e lavorata.

Possibile che alle soglie del 2020, un paese che dovrebbe essere semi-civile come l’Italia non vuole, e quindi non riesce, tenersi la propria spazzatura? Ma deve per chissà quali motivi perversi e poco chiari, spedirla un po’ dappertutto? D’altronde il vecchio motto dice “i panni sporchi si lavano in famiglia“.