La Procura di Perugia ha iscritto sul registro degli indagati il procuratore generale della Corte di Cassazione Riccardo Fuzio.

L’ accusa è violazione del segreto d’ufficio. Fuzio avrebbe dato informazioni a Luca Palamara, magistrato della stessa corrente (Unicost), indagato per corruzione sempre dalla Procura di Perugia.

Riccardo Fuzio è stato deferito ai probiviri da parte dell’Associazione nazionale magistrati.

I probiviri dovranno riunirsi per decidere l’eventuale espulsione dell’alto magistrato dall’Associazione. Fuzio, nel frattempo, ha deciso di andare in pensione anticipatamente, il prossimo 20 novembre. Deve aspettare che il CSM nomini il nuovo successore.

Fuzio continua a difendersi dicendo: “mi sono trovato il Palamara, a sorpresa, sotto casa. Ho interloquito con lui per garbo caratteriale“. Senza rivelargli nulla che, a suo avviso, non gli fosse già noto.

Fuzio è solo l’ultima “vittima“, per ora, in ordine di tempo, del trojan installato sul cellulare di Palamara.

Sono cinque, mai successo nella storia, i consiglieri di Palazzo dei Marescialli, che si sono autosospesi a seguito delle chiacchierate, più o meno “carbonare“, con il pm Luca Palamara.

I loro nomi sono: Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Paolo Criscuoli, Gianluigi Morlini e Luigi Spina.

E secondo i bene informati ci sarebbero almeno altri due consiglieri del CSM, che avrebbero partecipato a incontri notturni con Palamara. Sono l’ex ministro Lotti e il magistrato in aspettativa, attuale onorevole del Pd, Cosimo Ferri.

Quello che se ne deduce è che questa lobby, capeggiata da Palamara, voleva decidere il nome del nuovo Procuratore di Roma e quello di altri vertici della magistratura.

Certo, comportamento deprecabile ma nulla di nuovo sotto il sole. Siamo sempre alle solite. “Il re è nudo” e tutti fanno finta di vederlo vestito. Bisogna aspettare l’ingenuità e la spontaneità di un bambino che dica che “il re è nudo.

In questo caso il bambino è il più malizioso e pernicioso trojan messo nel cellulare di Palamara.

Mi verrebbe tanta voglia di domandare, a tutti i magistrati che ora si stracciano le vesti per questo malcostume fatto di accordi sottobanco, come hanno nominato negli ultimi vent’anni tutti i capi degli uffici giudiziari più importanti d’Italia.

Forse in Conclave nella Cappella Sistina, con l’ispirazione divina dello Spirito Santo? Non credo. Anzi sono convinto che siano stati nominati sempre e solo “grazie” a logiche correntizie.

Ha ragione Adriano Sofri quando dice “non esistono magistrati onesti. Esistono solo magistrati non ancora intercettati“.