Imane Fadil, modella marocchina, è morta a soli 34 anni.

Era testimone chiave dell’accusa nei processi sul caso Ruby.

In realtà la povera ragazza sarebbe morta il primo di marzo nell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, provincia di Milano, dove era ricoverata dalla fine di gennaio. La direzione sanitaria del nosocomio afferma che Imane Fadil prima è stata ricoverata in terapia intensiva, poi in rianimazione.

È rimasta lucida fino alla fine, nonostante il forte dolore che ha provocato “il cedimento progressivo degli organi”. Quale è la causa della morte di Imane Fadil? Sembrerebbe avvelenamento. “Avvelenamento radioattivo”.

Pare che nel sangue della ragazza sia stato trovato del cobalto. Materiale molto difficile da reperire (qualora qualcuno abbia pensato a qualche forma di atto di autolesionismo).

Ricordiamoci che i servizi russi uccisero nel 2006 a Londra Aleksandr Val’terovič Litvinenko, ex agente dei servizi russi (poi dissidente) con un tè al polonio. Ma chi può avere interesse ad uccidere una bella ragazza di soli 34 anni? Era in possesso di segreti esplosivi? Era minacciata da qualcuno?

La procura di Milano indaga per omicidio ed è lo stesso procuratore capo Francesco Greco ad occuparsi direttamente delle indagini con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, titolare dell’inchiesta. Secondo la procura “ci sono varie anomalie nella cartella clinica della ragazza”. La ragazza diceva da tempo al fratello ed al suo avvocato che si sentiva minacciata ed aveva paura.

Proprio poco prima di morire Imane Fadil affermava perentoria “mi hanno avvelenato”.

Era una delle tante ragazze che avevano partecipato alle ormai famosissime cene, più o meno eleganti, di Silvio Berlusconi nella sua villa di Arcore.

Anche lei come tutte le altre, frequentando il presidente Berlusconi, sperava di ricavarne dei vantaggi, sia economici che lavorativi. Voleva, anche lei, lavorare in televisione. Fu portata alle cene di Arcore dall’ex direttore del Tg4 Emilio Fede. Era il 2011, Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio.

Imane Fadil si presentò spontaneamente pochi mesi dopo in procura per raccontare la sua versione dei fatti su tutto quello che capitava in quelle cene.

Fu lei a raccontare per prima del Bunga Bunga, degli spogliarelli della Nicole Minetti, del palo per la lap dance, di Karima El Mahroug, al secolo Ruby Rubacuori. E di tutte, a suo dire, le altre sconcezze che capitavano durante le cene. Pare che stesse ultimando un libro di memorie dove raccontava tutto ciò che sapeva su quelle cene.

In una recente intervista, in modo un po’ confuso, aveva parlato anche di presenze demoniache nella villa di Arcore. Secondo la Fadil, ad Arcore si sarebbero praticati riti di adorazione di Lucifero. Tutto questo, ed anche di più, diceva di scrivere nel suo libro quasi finito.

La Fadil aveva anche raccontato che un uomo siriano le avrebbe dato nel 2011 un telefonino Nokia non rintracciabile, dicendole di prendere un taxi ed andare ad Arcore, dopo aver ricevuto una chiamata sul quel telefonino. A suo tempo la magistratura indagò e non trovò alcun riscontro.

Bugiarda, mitomane, in cerca di soldi pubblicizzando il suo libro? Tutti interrogativi ai quali la magistratura dovrà cercare di dare risposta. Nel frattempo, oggi, Silvio Berlusconi ha dichiarato “spiace che muoia qualcuno giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato”.

Emilio Fede, al contrario, dichiara “conoscevo Imane Fadil, le volevo bene. Era una brava ragazza con dei problemi economici. La sua famiglia era povera. Un paio di volte le ho pagato il taxi”. Ed ancora “non penso che fosse depositaria di segreti tali da spingere qualcuno ad ucciderla”.

L’inchiesta è appena iniziata, vedremo quali sviluppi avrà. Vorrei ricordare una frase del celebre investigatore Sherlock Holmes “costruire teorie prima di aver raccolto i fatti è un errore madornale. Conduce ad adattare i fatti alle teorie, invece che adattare le teorie ai fatti”.