Nel centenario della sua nascita, la casa di Alberto Sordi sta per essere aperta al pubblico, dal 7 marzo al 29 giugno, per ospitare la mostra “il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020”.

Alberto Sordi nasce a Trastevere il 15 giugno 1920. Suo padre è un professore di musica, concertista all’Opera di Roma. La mamma è un’insegnante elementare.

Nella vita è stato bambino con la voce di soprano, ballerino di fila, suonatore di mandolino, doppiatore del goffo Ollio e del sexy Marcello Mastroianni, sceneggiatore, attore, regista, compositore. Sullo schermo è stato scapolo, vedovo, medico della mutua, uomo d’affari spregiudicato, giudice corrotto, imputato in attesa di giudizio, cinico, furbo, ingenuo, avido, marito, speculatore…e naturalmente avaro.

Tutto e il contrario di tutto, raccontando, film dopo film, i tanti vizi e le poche virtù dell’italiano medio. I suoi film hanno fatto la storia del cinema italiano (Il vedovo, Il Marchese del Grillo, Io so che tu sai che io so, Il Vigile, il Moralista, Arrivano i dollari, Polvere di Stelle, Un borghese piccolo piccolo. Fino agli ultimi film forse non all’altezza del primo e irripetibile Sordi).

Nella sua carriera, ha fatto circa 200 film, lavorando con tutti i più grandi interpreti del cinema italiano, da Ugo Tognazzi, Vittoro Gassmann, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Monica Vitti.

Insomma Albertone è entrato in ognuno di noi perché ha sdrammatizzato sullo schermo i nostri lati peggiori. Ci ha assolto. È stato diretto dai più grandi registi italiani: Dino Risi, Mario Soldati, Steno, Mario Monicelli, Federico Fellini, Mauro Bolognini, Luigi Comencini. Impossibile citarli tutti.

Il tempio di Sordi era la sua casa, una reggia che domina le terme di Caracalla, della quale è sempre stato gelosissimo. Non faceva mai feste e invitava pochissime persone.

Sordi ha vissuto con le sue sorelle nella sua villa fino alla fine.

Nei primi anni 60 acquistò una favolosa villa a Castiglioncello, che poi rivendette nel 1997.

Ebbe anche due bellissimi appartamenti a Parigi. Proprietario di diversi terreni vicino Roma, in parte li vendette in parte li donò per la costruzione dell’Università Campus Bio-Medico.

Amò molte donne ma non si sposò mai. Celeberrima la sua frase a proposito del matrimonio: “E che mi metto un’estranea dentro casa?“.

A volte poteva sembrare anche molto cinico. Leggenda lo vorrebbe di una tirchieria assoluta.

Non mancano aneddoti in proposito, della bellissima Ljuba Rizzoli (vedova di Andrea Rizzoli): “d’estate la nostra casa di Cap-Ferrat era un via vai di amici. Del giro degli attori, un vero habitué era Alberto Sordi. I nostri ospiti ci offrivano a turno una cena. La meta era il ristorante Chez Tetou a Golf-Juan, famosissimo nel mondo, dove cucinavano la bouillabaisse migliore della Costa. Se per caso un cliente trovava una spina di pesce nella celebre zuppa, poteva non pagare il conto. La sera che è toccato ad Alberto offrire, è partito da casa con una spina di pesce in tasca, e guarda caso, quella è finita nella sua bouillabaisse“.

Si dice che non fosse avaro solo nel distribuire autografi e sorrisi, tanto non gli costavano niente.

Sordi si ammala di tumore ai polmoni nel 2001. Da allora le sue uscite pubbliche si diradano molto. Nel 2002 riceve due lauree honoris causa, una dalla IULM di Milano, l’altra dall’Università di Salerno.

Riesce, nonostante la malattia, a presenziare ad entrambe le cerimonie. Afflitto da continue polmoniti e bronchiti, Alberto Sordi muore la sera del 24 febbraio 2003, all’età di 82 anni.

La salma, imbalsamata per suo volere, è traslata nella sala delle armi del Campidoglio, dove riceve in due giorni l’omaggio di oltre 250.000 persone.

Sordi riposa nella tomba di famiglia, presso il cimitero monumentale del Verano.

L’epitaffio sulla lapide recita: “Sor Marchese, è l’ora“, battuta storica de Il Marchese del Grillo.