Stamattina è morto lo scrittore Andrea Camilleri.

È morto all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove era ricoverato da diverse settimane in condizioni ritenute dai sanitari molto critiche.

A settembre avrebbe compiuto 94 anni.

Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.

Camilleri nasce nel 1925 a Porto Empedocle, provincia di Agrigento. Dal 1939 al 1943, studia al collegio vescovile, dal quale viene espulso per aver lanciato uova contro il crocifisso.

Prosegue gli studi al liceo classico Empedocle di Agrigento, senza dare la maturità classica, essendo imminente lo sbarco in Sicilia delle forze armate alleate. Le autorità scolastiche decisero di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Nel 1944 si iscrive a Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Palermo senza conseguire la laurea.

Si iscrive al partito comunista nel 1945.

Nel 1949 è ammesso all’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove conclude gli studi nel 1952. Si dedica alla regia e sarà il primo a portare Beckett in Italia.

Nel 1954 partecipa con successo a un concorso per funzionari in RAI ma non viene assunto, come disse lui stesso, perché comunista. Entra alla RAI tre anni dopo. Nel 1957 sposa Rosetta Dello Siesto da cui ha tre figlie e poi quattro nipoti.

Esordisce nella narrativa nel 1978 con “Il corso delle cose“, scritto dieci anni prima e pubblicato gratuitamente da un editore. Nel 1980 pubblica, con Garzanti, “Un filo di fumo“, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, a cavallo fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento.

Nel 1984 pubblica con Sellerio editore “La strage dimenticata“, senza alcun successo. Il 1994 è l’anno di “La forma dell’acqua“, primo romanzo poliziesco con il Commissario Montalbano.

Camilleri diventa un “fenomeno letterario” e vende moltissimo. La serie televisiva, il Commissario Montalbano, interpretato dal bravissimo Luca Zingaretti, ne fa un autore cult. Ha venduto più di 31 milioni di libri nel mondo, in più di 120 paesi. Tradotto in un centinaio di lingue.

La particolarità di Camilleri è l’uso di un linguaggio commisto tra italiano e siciliano.

Il suo impegno politico è sempre stato attivo. Da uomo di sinistra ha sempre mal sopportato Berlusconi e, da ultimo, si era scontrato con il ministro Matteo Salvini.

Non risparmiava critiche, anche dure, alla sinistra. Come quelle indirizzate al governo Letta ed alla rielezione del presidente Giorgio Napolitano.

Da alcuni anni era cieco ma nonostante questo continuava a scrivere. Anzi affermava: “sono cieco, ma perdendo la vista tutti gli altri sensi si riacutizzano, vanno in soccorso. La memoria è diventata più forte, ricordo più cose di prima con molta lucidità e scrivo sempre“.

Non ci resta che salutare il papà del commissario Montalbano, con il suo stile colto e un po’ beffardo. Ci ha fatto innamorare della sua scrittura e del suo linguaggio.

Delle storie di vita che con pazienza non si stancava di raccontare. Nè noi di ascoltare.

La sua eredità resta il commissario Salvo Montalbano. Forse il suo alter ego.

Diceva di Montalbano: “è un personaggio letterario e muore come possono morire solo i personaggi letterari Non va in pensione e finirà quando finisco io“. Addio maestro.