Stamattina in piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, sono arrivati sia gli agricoltori colpiti dal maltempo con dimezzamento del raccolto di olio di oliva, sia i pastori sardi in difficoltà per le speculazioni sulle quotazioni del latte.

Prezzo del latte 60 centesimi al litro. Loro ne vogliono 70 netti. Oltre a questo i pastori chiedono una maggiore tutela delle Dop e il controllo delle importazioni.

Il vice-premier Salvini (forse scavalcando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In fondo ci è abituato) ha dichiarato, dopo l’incontro di stamattina con la delegazione dei pastori sardi della Coldiretti guidati dal presidente Ettore Prandini, che convocherà un nuovo tavolo al Viminale per giovedì alle ore 15.

Parteciperanno associazioni di categoria, governo e produttori. Domenica 17 febbraio Salvini sarà in Sardegna in vista delle regionali. Credo, pur non essendo né un tecnico né un esperto in materia di produzione di latte, che la protesta dei pastori sardi sia giusta e più che condivisibile.

Ho letto oggi un dato che dell’Ismea (Istituto per Studi, Ricerche e Informazioni sul Mercato Agricolo) che afferma che

i pastori sardi perdono 14 centesimi ogni litro di latte. Il problema sembrerebbe la sovrapproduzione.

Il mercato assorbe infatti 280 mila quintali a fronte di una produzione di 340 mila quintali. Questo ha portato giù il prezzo del latte fino ad arrivare a meno di 60 centesimi. La Regione Sardegna chiede uno stanziamento di 25 milioni per il fondo ovicaprino.

Vedremo che cosa riuscirà a fare il governo. Speriamo riesca a dare risposte veloci ed adeguate come ha promesso il ministro Salvini.

I pastori hanno tutte le ragioni possibili.

Senza cercare il pelo nell’uovo, c’è però una cosa che mi ha dato molto fastidio. Tutti abbiamo visto in questi ultimi giorni i telegiornali e tutti abbiamo potuto vedere i pastori protestare buttando per le strade, nei ruscelli, in autostrada migliaia e migliaia di litri di latte.

Ne sono stati contati più di un milione. Ecco, questo a me pare inaccettabile.

Perché non dare quel latte in beneficenza? Perché non regalarlo ad istituti per bambini o a chiunque altro ne abbia necessità? In Italia l’Istat dice che ci sono più di cinque milioni di poveri ed altri tre milioni molto vicini alla povertà.

Perché i pastori non si sono messi d’accordo con qualche organizzazione, laica o religiosa poco importa, per distribuire gratuitamente il latte? O, ancora meglio, perché non si sono messi a distribuire direttamente il latte nelle piazze, nei porti o in qualunque altro posto? Non è qualunquismo spicciolo.

Chi scrive non ama la beneficienza gridata. Gli occhi che sudano perché non ce la fanno proprio a piangere. Il beau geste per farsi battere le mani. Sarebbe stato solo un gesto più civile che avrebbe, secondo me, colpito molto più nel segno le coscienze di tutti.

Un’ultima cosa. Guardando nei vari Tg le immagini del latte versato per strada, mi ha colpito una signora non più tanto giovane che è corsa, come una centometrista, con in mano una bottiglia con sopra un imbuto per cercare di farsela riempire prima che il prezioso latte andasse sprecato. Deve aver pensato “è un peccato di Dio”.