Ha ragione Giuliano Urbani quando afferma: “l’immagine di Berlusconi che rinuncia alle telecamere e alla difesa di un amico rappresenta plasticamente la fine di un’epoca“. E ancora: “Silvio voleva che FI nascesse e morisse con lui: è quello che sta accadendo“.

Urbani si riferisce al fatto che Silvio Berlusconi ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere al processo di secondo grado sulla cosiddetta trattativa stato-mafia.

Sì, Berlusconi nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, ha deciso dopo oltre 40 anni di intima amicizia, di lavoro, di affari e di politica, di abbandonare al proprio destino l’amico di sempre Marcello Dell’Utri.

Proprio gli avvocati dell’ex senatore Dell’Utri, avevano chiesto al presidente Berlusconi di testimoniare in favore del loro assistito. Berlusconi “su indicazione dei miei avvocati“, non vuole rispondere, né essere  fotografato e né ripreso dalle telecamere.

Forse gli avvocati Ghedini e Coppi, che assistono Berlusconi, avevano paura di qualche domanda troppo imbarazzante, che il procuratore generale avrebbe potuto rivolgere al presidente.

Probabilmente, la scelta processuale è dovuta anche al fatto che

Silvio Berlusconi è indagato di “reato connesso”, dalla Procura di Firenze, sui mandanti occulti delle stragi del 1993, che riguarda proprio i due amici Marcello e Silvio. Inseparabili da 45 anni.

Dell’Utri, in aula, non era presente. È rimasto a Milano, dove sta finendo di scontare la condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

A dicembre sarà di nuovo un uomo libero.

La delusione, dal clan Dell’Utri, è grande. La si apprende direttamente dalla parole della moglie di Marcello Dell’Utri, Miranda Ratti: “è meglio che io non parli“.

Eppure Berlusconi, durante tutta la detenzione dell’amico Marcello, è rimasto molto vicino alla famiglia.

Con la sua solita generosità, aveva fatto cospicui regali a tutti loro. Tra il 2016 ed il 2017, aveva fatto arrivare bonifici ai Dell’Utri, per un ammontare di oltre tre milioni di euro.

Ed invece, nel giorno della “verità“, ha deciso di non difendere l’amico, di tacere. E per un uomo di comunicazione e di televisione come lui, è più che un ossimoro.

Ha ragione Giuliano Urbani. Berlusconi non è più Berlusconi, purtroppo qualcosa è cambiato.