Riposa in pace. Questo è scritto in latino, su un foglio tenuto in mano da una statua di angelo nel cimitero teutonico che si trova a Roma al confine con la Città del Vaticano.

Zona soggetta ad extraterritorialità a favore della Santa Sede. Qui sono sepolte persone di origine austriaca, sud-tirolese, svizzero-tedesca, belga di lingua tedesca, fiamminga e olandese.

Pare che questo piccolo cimitero sconosciuto ai più, possa celare uno dei più grandi misteri della nostra storia recente. Il caso di Emanuela Orlandi. Si avete capito bene, parliamo della povera Emanuela. Cittadina vaticana di 15 anni, che non ha mai più fatto ritorno a casa dopo essere stata a lezione di musica, in piazza Sant’Apollinare a Roma.

Era il lontano 22 giugno 1983. Da allora hanno detto ed inventato di tutto sulla sua fine.

Rapita dalla banda della Magliana. Fuggita per amore. Morta in un festino pedofilo. Uccisa da un parente. Rapita come pedina di scambio per far liberare il terrorista Ali Ağca. Amante di Marcinkus (potente presidente dello IOR). Rapita dagli alieni. Fino all’ultima ipotesi di pochi mesi fa, riguardante delle ossa ritrovate dentro la Nunziatura Apostolica presso lo stato Italiano. E chissà quante altre ipotesi avrò scordato.

Oggi sembra possibile che Emanuela sia seppellita proprio nel cimitero teutonico a Roma. L’estate scorsa è arrivata una lettera anonima a Laura Sgrò, avvocato della famiglia Orlandi. C’era scritto

“cercate dove indica l’angelo”.

Da allora sono state fatte ricerche e sentite persone che confermassero la tesi del cimitero teutonico.

La tomba sarebbe precisamente quella sotto l’angelo che tiene in mano un foglio con su scritto “requiescat in pace”. La datazione della statua è diversa da quella della lapide.

E pare anche che qualcuno lasci, da anni, dei fiori su quella tomba.

La famiglia Orlandi ha presentato istanza formale tramite l’avvocato Sgrò alla Segreteria di Stato nella persona del cardinale Parolin, per avere il permesso di aprire la tomba. Sembra un dèjà vu, come per la tomba di Enrico de Pedis in Sant’Apollinare.

A rigor di logica ritengo abbastanza improbabile che non abbiano trovato un posto più sicuro dove far riposare in pace i resti della ragazza. Ammesso e non concesso che l’affaire Orlandi sia tutto interno al Vaticano. E poi, perché conservare il corpo della ragazza e non farlo sparire per sempre? Per amore cristiano? Per il piacere di essere sempre ricattati da qualcuno? O forse per non allentare mai la suspance sul caso? Per far vendere più giornali e libri? Mi sembra tutto abbastanza assurdo.

La Chiesa in più di duemila anni di storia ha dimostrato di essere capace di qualunque nefandezza. Quindi il fatto che Emanuela possa essere sparita per mano Vaticana non mi sorprende affatto.

Mi chiedo invece perché, da quasi 36 anni, la Chiesa si faccia ricattare (o si autoricatti) su questa storia. Per semplici vendette di fazioni opposte? Dispetti di cardinali giocherelloni? Perché il tempo in Vaticano passa più lento e quindi, tra una preghiera e l’altra, ci si annoia?

Perfino Papa Francesco ha deciso di dare il suo contributo al “gioco di società Emanuela” dicendo al fratello Pietro “tua sorella sta in cielo”. Un’affermazione così forte che non ha mai avuto spiegazioni. Nonostante i tanti tentativi della famiglia di avere udienza.

Il caso Orlandi non fa bene alla Chiesa che già,  mi sembra, non stia vivendo il momento migliore della sua storia.

Mi viene in mente, pensando ad Emanuela, la famosa “equazione di Navier-Stokes”. Uno dei 7 problemi cosiddetti irrisolti della matematica moderna.