Ieri pomeriggio alle 15, in Senato, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla per tre quarti d’ora con il leader della Lega, seduto alla sua destra.

Alle 15 e 44 minuti precisi dice: “la crisi in atto compromette l’azione di questo governo che qui si arresta”. Il premier durante il suo discorso non risparmia nulla a Salvini, bollandolo come “irresponsabile” prima, e accusandolo dopo di seguire solo interessi personali e di partito. E ancora dice: “hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri”, per finire con un “sono preoccupato da chi invoca piazze e pieni poteri”.

Sono quasi le 21 quando Giuseppe Conte arriva al Quirinale per presentare le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da oggi pomeriggio, alle ore 16 partiranno le consultazioni per formare il nuovo governo.

Non ho memoria io, di un discorso così duro fatto da un Presidente del Consiglio nei confronti di un ministro del suo stesso governo. Discorso fatto tanto più con il ministro seduto alla sua destra. A vederla, la scena, dalla televisione sembrava abbastanza surreale.

Il Presidente parlava facendo finta che la sedia alla sua destra fosse vuota. Matteo Salvini, al contrario, ora metteva il dito sul naso, per bloccare fischi e grida contro il premier, ora scuoteva la testa in modo evidente, facendo leggere in labiale un no detto a bocca spalancata.

Cose mai viste e mai successe in un’aula parlamentare.

Ci è capitato di vedere cappi, esposti proprio da parlamentari della Lega, risse avvenute e sfiorate, insulti anche volgari fra parlamentari, ma mai un siparietto del genere tra Primo Ministro e un Vice-Premier, nonché Ministro dell’Interno.

Mi è sembrato più uno sketch di una delle tante commedie interpretate da Totò e Peppino De Filippo. La parte di Totò, vista la grande gestualità, assegnata a Salvini, e quella di De Filippo a Conte. D’altronde qualcuno potrebbe ricordare che siamo il paese della Commedia, la famosa commedia all’italiana.

Cosa succederà ora? Quali scenari si aprono? Probabilmente tutto è possibile.

Dal Conte-bis, con maggioranza diversa PD-M5s, alla grande coalizione con dentro pure Forza Italia o quello che ne resta, fino ad un governo del Presidente. Le elezioni? Credo che il saggio Sergio Mattarella prima di sciogliere le camere ed indire nuove elezioni, le proverà veramente tutte. Questo per paura che l’Italia possa rimanere troppo a lungo, in un momento delicato come questo, senza governo.

Ho provato ad immaginare, se fossero stati ancora in vita personaggi come Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Enrico Berlinguer o il tanto vituperato Bettino Craxi. Cosa avrebbero mai potuto dire alla vista di cotanto spettacolo? Forse avrebbero potuto pensare: “ai nostri tempi ad agosto noi stavamo in vacanza per evitare colpi di sole in città”.