Sì, sembra veramente di stare in uno spettacolo di Gigi Proietti, con la sua mirabile battuta “so’ ragazzi”.

Invece purtroppo parliamo del governo italiano. Ed i ragazzi in questione sono il ministro dell’interno e vice-presidente del consiglio Matteo Salvini ed il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, nonché vice-presidente del consiglio (anche lui) Luigi di Maio.

Ieri sera c’è stato il Consiglio dei Ministri e Luigi di Maio non era presente all’apertura dei lavori perché ospite del programma “di Martedì“, di Giovanni Floris.

Dagli studi di La7 Di Maio ha affermato che ha disertato il Consiglio non per “ripicca”, in seguito alla decisione di Matteo Salvini di far saltare dal decreto di crescita il “salva Roma”, approvato lo scorso 4 aprile. Ha ribadito anche che, in ogni caso, il governo Conte proseguirà a lavorare.

Credo che adesso l’asticella che segna il livello di scontro tra Di Maio e Salvini si sia alzata notevolmente.

Oramai non vanno più d’accordo su nulla.

Salvini si fa fotografare con il mitra in mano il giorno di Pasqua. Di Maio, seccato, risponde che non accetterà nessuna legge che permetta la libera vendita delle armi (ammesso e non concesso che quella foto stesse a significare questo).

Salvini dice che non parteciperà a nessun festeggiamento per il 25 aprile. Di Maio dice che bisogna festeggiare il 25 aprile e che “chi lo nega, era a Verona con gli antiabortisti”.

E poi c’è il caso di Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti, in quota Lega, che la procura di Roma sostiene sia stato corrotto per 30.000 euro, o la promessa di quel denaro, in cambio dell’approvazione di una norma legata alla costruzione di impianti eolici.

La norma non fu poi approvata, per il parere contrario di altri membri del governo. Però Siri, secondo la procura, provò almeno tre volte a farla inserire nel testo di legge dimostrando così di essere “asservito ad interessi privati”.

Per Di Maio, Siri si deve dimettere da sottosegretario in attesa di provare la propria innocenza, per poi riprendere il suo posto nel governo. Salvini fa quadrato intorno a Siri, affermando invece che deve restare al suo posto.

Queste sono solo le ultime sciabolate tra i due “ragazzi”. In mezzo c’è un governo con un “presunto” Presidente del Consiglio che oramai ha fatto sua la famosa massima andreottiana: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Credo che le cuoia comunque il governo le tirerà fra poco. Il redde rationem saranno le elezioni europee del 26 maggio prossimo. Dopo di allora ritengo che ogni scenario possa diventare realtà.

Dal rimpasto di governo a favore della Lega, ad un governo Salvini appoggiato da Forza Italia e Fratelli d’Italia, con dei fuoriusciti del M5S. Fino ad un governo del Presidente.

Intanto nell’attesa che passi questo mese che ci separa dalle elezioni europee, i “due ragazzi” sicuramente non ci annoieranno. Al contrario ci terranno ben svegli con ancora molte schermaglie.

D’altronde, “so’ ragazzi…