Mu’ammar Muhammad Abu Minyar’ Abu al-Salam al-Qadhdhafi, questo il nome per intero di Mu’ammar Gheddafi.

La famiglia è modesta, nasce il 7 giugno 1942 a Qasr Abu Hadi, villaggio della Tripolitania, in una tenda e non si hanno altre notizie a proposito. A sei anni rimane coinvolto in un incidente durante il quale resta ferito ad un braccio e perde due suoi cugini, a causa dell’esplosione di una mina, risalente al periodo bellico.

Tra il 1956 ed il 1961, frequenta la scuola coranica di Sirte, in cui viene in contatto con le idee panarabe del presidente egiziano Gamal Abu el-Nasser. Ne rimane colpito favorevolmente.

Nel 1961, si iscrive all’Accademia Militare di Bengasi. Concluso il corso nel 1966, dopo aver svolto una breve specializzazione in Gran Bretagna, inizia la carriera nell’esercito libico. A 27 anni riceve il grado di capitano.

Si sposa la prima volta nel 1969, con un’insegnante. Nasce dalla loro unione un solo figlio. Sei mesi dopo Gheddafi si separa e sposa, in seconde nozze, Safiya Farkash, ex infermiera di origini ungheresi. Avrà dalla seconda moglie un numero imprecisato di figli.

Il 26 agosto 1969, Gheddafi si pone alla guida di un colpo di Stato contro il sovrano Idris I. Il 1 settembre nasce la Repubblica Libica, guidata da 12 militari. Nel frattempo si autonomina Colonnello e fa approvare una nuova Costituzione.

Diventa in brevissimo tempo il padre-padrone della Libia. Scrive il famoso Libretto Verde (sulla falsariga del Libretto Rosso di Mao Tse-tung), che pubblica nel 1976. Nel suo scritto, Gheddafi parla della “terza via”, rispetto a comunismo e capitalismo.

In nome del nazionalismo arabo-musulmano, decide di chiudere le basi statunitensi e britanniche e di espropriare tutti i beni delle comunità italiana ed ebraica, espellendole dal paese.

In politica estera, si lega all’OLP di Arafat, nella lotta contro Israele. Diventa amico dei dittatori africani Bokassa e Idi Amin Dada.

Negli anni ’70, grazie agli introiti del petrolio, Gheddafi fa costruire strade, acquedotti, industrie, ospedali e case. Cerca di modernizzare il paese. Negli anni ’80, sostiene vari gruppi terroristici come l’IRA irlandese ed il Settembre Nero palestinese.

Nel 1986, in una discoteca di Berlino Ovest, frequentata da militari statunitensi, esplode un ordigno. Muoiono 3 persone (due sono militari americani) e vengono ferite 229 persone. La CIA attribuisce l’attentato a Gheddafi.

Diventato il nemico numero uno degli Stati Uniti. Gli americani, il 15 aprile 1986, su ordine del presidente Ronald Reagan, bombardano la Libia. Anche il quartier generale di Gheddafi, Bab al Aziziyya. Il Colonnello ne esce incolume ma Hanna, sua figlia adottiva, rimane uccisa. Ciò risulterà falso, in quanto la ragazza comparirà due anni più tardi in un video con Gheddafi.

Si dice che Bettino Craxi, all’epoca Presidente del Consiglio Italiano, avrebbe avvisato per tempo Gheddafi delle intenzioni di Reagan.

Il Colonnello, il 16 aprile 1986, lancia due missili su Lampedusa, senza per fortuna provocare danni. Il 21 dicembre 1988, esplode un aereo passeggeri della Pan-Am, sopra la cittadina scozzese di Lockerbie. Muoiono 259 persone e 11 cittadini di Lockerbie. Gheddafi viene ritenuto responsabile dell’atto terroristico.

L’ONU, con la Risoluzione 748, sancisce un embargo economico durissimo nei confronti della Libia.

Negli anni Gheddafi appoggia molto, anche economicamente, la lotta contro l’Apartheid in Sud Africa, diventando molto amico di Nelson Mandela.

Lo stesso Nelson Mandela dichiarerà “ho tre amici nel mondo. Sono Yasser Arafat, Mu’ammar Gheddafi e Fidel Castro”.

Il Colonnello, negli anni ’90, cambia rotta politica. Decide di sottoporre a giudizio gli imputati della strage di Lockerbie e di risarcire i danni alle vittime. Nel 1999, l’ONU decide di ritirare l’embargo. Dopo l’attentato del 2001 alle torri gemelle di New York, Gheddafi condanna pubblicamente Osama Bin Laden. Collabora, dando informazioni alla CIA, per catturare Bin-Laden e distruggere Al-Qaeda.

La Libia viene tolta dalla lista degli “stati canaglia“, da George W. Bush.

Gheddafi si riavvicina anche all’Italia e sarà più volte ospite nel nostro paese. Ed i nostri presidenti saranno ospiti in Libia.

Nel 2004 il Mossad, il Sismi e la CIA, individuano una nave che trasporta un arsenale di armi di distruzione di massa, riconducibile alla Libia. Non viene resa pubblica la notizia ma Stati Uniti ed Italia pongono a Gheddafi un ultimatum che viene accettato.

Nel 2009 il Colonnello fa il discorso all’ONU, rivendicando un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza, per l’Africa.

Costruisce il Grande Fiume Artificiale, un acquedotto che preleva acqua dolce dal Sahara libico, per portarla a centinaia di chilometri nelle città di Tripoli, Bengasi, Sirte, Tobruk, dove risiede il 70% della popolazione.

Nel febbraio del 2011 anche la Libia, sull’onda della cosiddetta Primavera Araba, insorge contro Gheddafi. Il Colonnello prova, anche grazie a migliaia di mercenari, a reprimere la rivoluzione, senza successo.

Il 20 ottobre 2011 viene catturato ed ucciso. Il cadavere viene trasportato a Misurata ed esposto al pubblico, per poi essere sepolto in località segreta.

Così finisce la dittatura iniziata nel 1969.

Non possiamo non parlare però del personaggio. Il Colonnello era un personaggio strano, spietato, solitario, risoluto e decisamente pericoloso. Amava moltissimo le donne. Leggenda vuole che sia stato Gheddafi ad insegnare al nostro premier il “bunga bunga“.

Amava così tanto le donne, da avere un intero esercito di guardie del corpo femminile, le famose “amazzoni“. Uno schiaffo all’occidente che reputa sempre i musulmani dei maschilisti.

Purtroppo era solo di facciata la sua apertura nei confronti delle donne, in quanto era noto in Libia per essere uno stupratore, di donne e ragazzine.

Era dedito all’alcol e ad ogni tipo di droga. Amava vestirsi in modo appariscente ma elegantissimo. Curava tantissimo l’aspetto fisico, sottoponendosi a continui lifting al viso, sempre senza anestesia (non sopportava l’idea di essere inerme nelle mani di qualcuno).

Dovunque andasse in visita ufficiale all’estero, era solito accamparsi in tenda. Lo ha fatto a Roma a Villa Pamphili. E a Parigi, vicino all’Eliseo. Le tende erano naturalmente più confortevoli di qualunque albergo 5 stelle. Dalla vasca idromassaggio a letti comodissimi.

Poteva permettersi queste stranezze, in quanto firmava accordi economici molto vantaggiosi per gli stati ospitanti. Noi italiani lo sappiamo bene.

Nel 1974, la FIAT era in crisi e l’Avvocato fece entrare nell’azionariato Gheddafi, che ne uscì anni dopo con grande plusvalenza. Il Colonnello deteneva quote azionarie importanti di nostre banche e della squadra di calcio della Juventus.

Un figlio del Colonnello, Saadi, ha giocato, per modo di dire, nel Perugia calcio.

Per la verità Saadi, ed i suoi fratelli, erano più noti alle cronache mondane. Organizzavano feste da mille e una notte a base di alcol e belle donne, nei posti più rinomati del mediterraneo: Porto Cervo, Portofino, Capri, Costa Azzurra.

Dopo la morte di Gheddafi, la Libia è diventata teatro di una guerra civile continua tra le varie tribù che cercano di prendere il potere.

Sono ripresi i viaggi della speranza verso le coste italiane per migliaia di libici che scappano dalla guerra. Ergo, forse era meglio Gheddafi, che per quanto sanguinario e violento, riusciva però a mantenere un ordine all’interno del paese fra le varie tribù.

Il vecchio saggio era solito dire “non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia“.