La famiglia è il luogo dove tutto accade. Dove si nasce, si muore ed in mezzo c’è tutto quello che più conta nella vita delle persone.

La famiglia forma il nostro modo di guardare e di stare al mondo. Custodisce le nostre verità e nasconde i nostri segreti. Coltiva, nutre ed a volte tormenta gli affetti più grandi.

La famiglia è il luogo dove si impara l’amore, quella speciale forma d’amore che sopravvive a tutto. L’amore a prescindere, in nome del quale siamo pronti a fare tutto, qualsiasi cosa.

Di famiglia si è parlato a Verona, dal 29 al 31 marzo 2019, al Congresso Mondiale della Famiglia. È stato un congresso che, come un ossimoro, parlando di famiglia, in realtà ha diviso.

Ne parlo ora a distanza di giorni perché avevo bisogno di capire e di riflettere prima di poter fare delle considerazioni.

Un Congresso che ha diviso dunque.

La Chiesa, per bocca del Segretario di Stato Pietro Parolin, ha precisato che, pur concordando su alcuni messaggi positivi nella sostanza, non ne ha condiviso il metodo di lavoro.

Matteo Salvini e la Lega hanno aderito e partecipato.

Di Maio e il M5S hanno parlato invece di un evento che avrebbe espresso idee vicine al Medioevo.

Salvini, parlando al Congresso ha detto che è a favore della famiglia ma che non sono assolutamente in discussione né abortodivorzio.

Altri sono stati decisamente più reazionari, facendo proposte al limite del ridicolo. Tipo “più tasse ai single”, per aumentare i matrimoni. O mettere in discussione il diritto della donna ad abortire.

Penso che la famiglia negli ultimi trent’anni sia cambiata in modo radicale.

Certamente ha perso quella sacralità che aveva una volta.

Oggi in molti danno veramente poca importanza alla famiglia.

Il divorzio non è più un tabù e ci si separa con troppa facilità. Ci si può sposare con persone dello stesso sesso e avere figli prendendo uteri in affitto. Spesso sentiamo parlare di famiglie allargate, con figli che si ritrovano ad avere una mamma ed un papà naturali ma poi ad essere allevati da padri o madri acquisiti. E a vivere con “fratelli” che non sono germani.

Per carità va bene tutto, se c’è rispetto e amore.

L’unica cosa che noto è che siamo tutti sicuramente meno felici rispetto a come lo erano i nostri nonni. Sarà colpa nostra, sarà che la società è cambiata in peggio.

Però fin da piccoli ci insegnano a scuola che la famiglia è il primo nucleo che poi va a formare la società. Ergo, se la società è peggiorata ne deduco che le famiglie che la formano non sono certo migliorate.

Non credo che dipenda dalla legge sul divorzio o sull’aborto, che personalmente reputo conquiste sociali. Né dal fatto che persone dello stesso sesso si possano sposare. Siamo noi che usiamo male queste possibilità.

Spesso prendiamo decisioni in modo avventato ed egoistico, senza troppo preoccuparci delle conseguenze. Non a caso siamo diventati un paese così egoista, da fare pochissimi figli. Anzi il saldo tra morti e vivi, purtroppo è a favore dei morti.

Francamente non ho consigli da dare a nessuno sul tema, non essendo esente io stesso da problemi famigliari.

Ognuno può dire ciò che vuole. E come diceva Voltaire “disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.