Ci separano 6712 chilometri e sei ore e mezza di volo.

Il tropico del cancro lo attraversa appena sotto la capitale Muscat. La temperatura media è superiore ai 40 gradi all’ombra.

È un paese che si trova in una posizione strategica e su una delle rotte marittime più importanti al mondo. Ha un tasso di sviluppo economico elevatissimo. Una superficie appena superiore a quella dell’Italia ma  una popolazione che non arriva ai quattro milioni di abitanti.

L’ 80% del territorio è sabbia, che nasconde la vera ricchezza del paese, l’oro nero.

Questo è l’Oman.

Ieri, all’età di 79 anni, è morto Qabus bin Said al Said. Il sultano dell’Oman era il sovrano più longevo del mondo arabo.

Nel 1970 era salito al trono spodestando il padre con un colpo di Stato senza usare la violenza, con l’aiuto decisivo di Londra. Era un monarca assoluto, ma illuminato.

Ha sempre mantenuto un ruolo neutrale nelle dispute geopolitiche ma è stato decisivo nella mediazione di situazioni difficili e conflittuali.

Qabus ha permesso elezioni parlamentari, nelle quali le donne sono state messe in condizione di votare e di candidarsi.

Negli anni ’80, fonda la prima università del suo paese, la Sultan Qaboos University, chiamata così in suo onore.

Il 18 novembre, giorno del suo compleanno, era festa nazionale.

Nel 1976, si sposa con una sua cugina di primo grado, Kamila. Il matrimonio termina nel 1979 con un divorzio.

Qabus non ha avuto eredi.

Il nuovo sultano dell’Oman, che oggi ha prestato giuramento, è Haitham bin Tariq al-Said, già ministro della cultura.

Il sultano Qabus amava fiori, cavalli di razza e macchine veloci, in particolare Ferrari.

Nel 1996 si fece costruire una Ferrari station wagon su misura.

Tra i vari optional, aveva carrozzeria corazzata antimissile, vetri antiproiettili e il cruscotto tempestato di diamanti.

Il prezzo, naturalmente rimasto segreto, dicono voci della casa di Maranello fosse degno di un sultano.

Altra eccentricità. Per celebrare i 25 anni di sultanato, aveva affittato per due concerti l’orchestra della Bbc Philarmonic di Manchester.

I 101 musicisti e i direttori furono presi dal suo aereo privato e alloggiati a palazzo reale con tutti gli onori.

Anche in Italia le sue visite sono ricordate per la grande munificenza con la quale donava denaro ai comuni che visitava. Nel 2012, in visita ufficiale a Bari, donò 5 milioni di euro alla città, il denaro fu usato per comprare strumentazione all’avanguardia per il reparto cardiochirurgico dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

In visita a Napoli e Venezia, aveva distribuito rolex d’oro e mance a molti zeri, a camerieri e altro personale d’albergo e dei ristoranti.

Ultima nota, non da poco. Immaginate questo paese islamico che, come tutti i paesi islamici, si fonda su certezze granitiche e indiscutibili che non lasciano spazio a dubbi, che ha deciso di fondare quello che, per antonomasia, è il luogo delle domande: il teatro. Si chiama Royal Opera House voluta fortemente dal sultano Qabus, appassionato di teatro e musica e si trova nella capitale Muscat.