Wilma, dammi la clava! Questo il commento che un lettore di laRepubblica.it, ha postato a margine di un articolo.

Lo facciamo nostro perché ci sembra, come dire, particolarmente azzeccato.

La notizia riguarda il volantino che la Lega Giovani (!?!?) “Salvini Premier” di Crotone, ha divulgato sul proprio profilo Facebook in occasione della festa delle donne che ricorrerà domani, 8 marzo.

Un “inno al ruolo centrale della donna nella società”, secondo gli autori, che invece ha creato sgomento ed indignato, sia donne che uomini.

Secondo i giovani militanti leghisti di Crotone, chi offende realmente la dignità delle donne sarebbe chi:

  • Sostiene e promuove iniziative favorevoli alla ignominiosa pratica dell’utero in affitto. 
  • Sostiene proposte di legge che sostituiscono le parole mamma e papà con genitore 1 e genitore 2.
  • Ritiene che la donna abbia bisogno di quote rosa per dimostrare il proprio valore.
  • Sostiene una cultura politica che rivendica una sempre più marcata e assoluta autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo.
  • Contrasta il ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia.
  • Strumentalizza la donna, come anche i migranti e i gay, per finalità meramente ideologiche al solo scopo di fare la rivoluzione e rendere sempre più fluida e priva di punti di riferimento certi la società.

Le dichiarazioni dei giovani leghisti sono state così mortificanti ed anacronistiche

da costringere lo stesso Matteo Salvini a prenderne le distanze. Quanto meno da “alcuni contenuti”. Saremmo davvero curiosi di sapere quali.

Nessun accenno alla parità di genere e alle politiche sociali che dovrebbero alimentarla. Alla discriminazione ed ai cosiddetti “tetti di cristallo” che ostacolano una vera parità tra uomini e donne.

Nessun accenno alla violenza di genere, al femminicidio e alle misure necessarie per combatterlo o quanto meno arginarlo.

Nessun accenno a tutto questo. A preoccupare e spaventare è l'”assoluta autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo.

Parole degne di uno spirito socio-culturale del più basso medioevo, aggravato dal fatto che siano dei giovani militanti ad averlo ideato. Quale sarebbe “l’infungibile ruolo della donna” per questi ragazzi che, domani, andranno a riempire le fila della classe dirigente del paese?

Autodeterminazione della persona, emancipazione, dignità, “rivoluzione”, sono termini da pronunciare con cura e che, se utilizzati così un pò a casaccio, possono rivelarsi un boomerang.

Viene da chiedersi quanto ci si renda davvero conto di cosa sia realmente offensivo per una donna. Cosa lo sia in famiglia (anche quando non è violenta), nei luoghi di lavoro, in politica, nella società.

Molti partiti politici, tra cui il PD e lo stesso Movimento 5 Stelle, hanno espresso il proprio dissenso e la propria preoccupazione. Ma è evidente che non basti. Donne della Lega di Crotone, fate sentire la vostra voce!

Fin quando ci sarà un Fred”, ci sarà sempre anche una Wilma” costretta a passare la clava. Anche contro la sua volontà.