Exor, per chi non lo sapesse, è la cassaforte della famiglia Agnelli.

Si tratta di un’azienda di diritto olandese controllata dalla famiglia Agnelli, con una capitalizzazione di oltre 24 miliardi di dollari.

Ha avuto un  fatturato di 143,2 miliardi di dollari nel 2019. Un utile netto di 5,4 miliardi di dollari. Dà lavoro a circa 280 mila persone.

Exor ha partecipazioni maggioritarie, di tutto l’impero Agnelli. Dalle assicurazioni PartnerRE, alla squadra di calcio della Juventus, al giornale The Economist, al gruppo GEDI Editoriale (La Repubblica, La Stampa, L’Espresso, Il Secolo XIX, più una miriade di radio), passando naturalmente per FCA e CNH Industrial N.V. Per finire con la mitica Ferrari.

Pare (non ne siamo certi) che Exor voglia cedere il gruppo assicurativo PartnerRE ai francesi di COVEA (compagnia di assicurazione).

Sul tavolo, sembra sempre, che i francesi abbiano messo 9 miliardi di euro cash. Gli Agnelli avrebbero una plusvalenza di tre miliardi di euro, avendo comprato la società nel 2016 a circa 6,9 miliardi di dollari. A cui però vanno sottratti 660 milioni di dividendi staccati da PartnerRE.

A questo aggiungiamo che la fusione tra FCA-PSA, in pieno svolgimento, garantirà ai soci FCA un dividendo straordinario di 5,5 miliardi e uno ordinario di 1,1 miliardi. Il tutto farà 6,6 miliardi di euro.

Insomma, a conti fatti la Exor, tra la vendita di PartnerRE e la fusione FCA-PSA, si porta a casa 7 miliardi di euro.

Tre miliardi per la plusvalenza tra acquisto e vendita PartnerRE, 1,9 di dividendo tra ordinario e straordinario, avendo Exor il 28,9% di FCA. E 2 miliardi come premio da parte di PSA sul pacchetto di azioni FCA.

A giochi fatti la Exor, che ha come primo azionista con il 53% la Giovanni Agnelli Bv, cassaforte degli Agnelli, e come socio di riferimento la Dicembre, una società semplice che fa capo a John Elkann, si troverà non solo a far diventare ancora più ricchi e di molto gli Agnelli-Elkann, ma anche ad avere una liquidità enorme per poter scalare e comprare ciò che vuole.

Ingrandendo e diversificando ancor di più l’impero Agnelli.