Tutto inizia più di un anno fa, nel giugno 2018, quando Leonardo Del Vecchio, tramite la sua fondazione che detiene il 18,46% dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia, fondato da Umberto Veronesi), decide una massiccia ricapitalizzazione.

Si parla di 500 milioni di euro.

Nel fare questa proposta, Del Vecchio non avrebbe informato il socio di maggioranza dello IEO, ovvero Mediobanca, che detiene il 25,37% delle azioni. Non se ne fece nulla. Il progetto sfumò.

Mediobanca e gli altri soci rifiutarono l’offerta. Questo, forse, perché avrebbe sballato gli assetti dello IEO. Se conferito in ricapitalizzazione, come previsto dal piano, costringeva gli altri soci a mettere soldi o diluirsi. Se dato come liberalità, poteva fare arricchire soci privatissimi.

Allora, pochi mesi dopo, Leonardo Del Vecchio compra da Unicredit, al valore maggiorato di 12 milioni di euro, sempre tramite la sua fondazione, 625.000 metri quadrati di terreno, intorno allo IEO.

Il progetto era la creazione di una “cittadella della salute”.

Infatti, oltre allo IEO, Del Vecchio voleva spostare in quei terreni il Monzino, eccellenza nella cardiologia.

Oggi Leonardo Del Vecchio, attraverso la sua holding lussemburghese-Delfin, ha rilevato il 6,94% di Mediobanca. Un investimento agli attuali valori di borsa, di quasi 600 milioni di euro.

Non è escluso che Del Vecchio possa continuare ad acquistare altri pacchetti azionari. Con questa quota azionaria di Mediobanca diventa il terzo interlocutore, dopo Unicredit (8,81) e Vincent Bollorè (7,86).

Ricordiamoci che Mediobanca è la prima azionaria di Generali, con il 13%.

Forse, così facendo, Del Vecchio aspira ad un posto nel CDA di Generali. Certamente Del Vecchio potrà dire la sua sulla futura governance di Mediobanca. Il board di piazzetta Cuccia si rinnoverà infatti ad ottobre 2020.