Ci risiamo.

Il nome della sposa non è più Renault, anche se la nazionalità rimane la stessa.

La desiderata è ora il gruppo PSA, ovvero Peugeot, Citroën, Opel. Si tratterebbe di una fusione da 45 miliardi di euro, che creerebbe un colosso automobilistico, il quarto a livello mondiale, capace di produrre oltre 9 milioni di veicoli.

In queste ore è in corso il CDA di PSA. La borsa ha subito festeggiato la notizia.

Il titolo FCA sfiora il 10% di guadagno. Secondo indiscrezioni, l’amministratore delegato di Peugeot, Carlos Tavares, diventerebbe il nuovo Ceo dell’eventuale polo FCA-Peugeot.

Il presidente di FCA, Jhon Elkann, assumerebbe la presidenza della nuova società italofrancoamericana.

Peugeot e FCA già collaborano tra di loro. Lo stabilimento di Sevel, in Val di Sangro, in Abruzzo, produce da anni veicoli commerciali leggeri per i marchi FIAT, Citroën e Peugeot.

Un futuro accordo aprirebbe, a PSA, le porte del mercato del Nord America, nel quale ad oggi è assente. FCA avrebbe in cambio, una quota maggiore di mercato europeo, dove il marchio Fiat ristagna.

E poi c’è il capitolo delle elettriche. Altra nota dolente di FCA.

Peugeot ha già in listino da tempo la city car iOn e Citroën C-Zero. Fiat è molto indietro, la Centoventi è ancora un concept.

Ci sarebbe per FIAT molto da guadagnare da PSA.

Siamo in attesa di capire e sapere se questa volta ci saranno sul serio i fiori d’arancio. E se ci saranno, saremo ben contenti che FCA diventi ancora più planetaria.

Spiace ricordare che FCA continua ad avere la propria sede legale ad Amsterdam e quella fiscale a Londra. Visto che la cara e vecchia FIAT, l’abbiamo aiutata un po’ anche tutti noi italiani.