Di solito non scrivo di calcio e vi prometto che capiterà raramente.

Non è il mio campo, lo guardo di tanto in tanto, ma non sono né un tifoso né un grande intenditore del gioco.

Ieri sera si è giocata Juventus – Atletico Madrid. Partita valida per accedere ai quarti di finale di Champions. La Juventus all’andata aveva perso due a zero. Sulla carta era molto difficile, se non impossibile, che riuscisse a recuperare due gol e magari a farne un terzo per vincere. Invece la Juventus ha vinto tre a zero con un tripletta di Cristiano Ronaldo e si è qualificata.

Chiunque abbia visto la partita, me compreso, si è accorto che fin dal primo momento, metro dopo metro, la Juve non ha mai smesso di attaccare nemmeno per un secondo. Voleva solo vincere e così è stato.

Forse ho bevuto una birra di troppo mentre vedevo la partita, sicuramente ho voluto darle una valenza che non aveva. Ma

è come se la Juventus, in questo momento buio per il paese, in qualche modo lo abbia riscattato.

Hanno sempre detto di noi che siamo un paese di “pallonari”. Che metà della popolazione passa metà del proprio tempo a parlare di calcio. Che siamo circa 60 milioni di commissari tecnici.

Beh, anche con il calcio ultimamente non siamo andati bene. Ricordiamoci che non siamo riusciti nemmeno a qualificarci per i mondiali del 2018. Per un paese che ha come sport nazionale il calcio non è stata cosa di poco conto.

Anche ieri ci davano per sconfitti. Allegri probabilmente sarebbe stato esonerato a fine campionato.

Ed invece, contro tutto e tutti, ha vinto la Juve. Anzi ha stravinto e con lei abbiamo vinto un po’ anche tutti noi italiani.

Il calcio, come diceva qualcuno, è “sangue e merda”, ed i ragazzi di Allegri lo hanno dimostrato benissimo ieri sera. Sono scesi in campo, sì per vincere ma soprattutto per riscattarsi. Perché il nostro è sempre uno strano paese, oggi ti incensa perché vinci, domani ti massacra perché perdi.

Nel nostro paese bisogna sempre difendersi da qualcuno o qualcosa prima ancora di dimostrare di essere validi nel fare qualcosa. Senza capire che noi umani siamo una battaglia persa. Proprio perché così imbecilli da credere ogni volta di aver qualcosa da perdere.

La Juve ha dimostrato che non aveva paura di perdere perché perdere fa parte del gioco e della vita.

Ha avuto invece il coraggio di convincere, che è la cosa più difficile. Oggi tutti i giornali titolano “Allegri allenatore formidabile”, “Cristiano Ronaldo vero fuoriclasse”. Se avesse perso, anche giocando così bene, i giornali non sarebbero stati così buoni.

Oggi, a mente più o meno lucida, con il tasso alcolemico praticamente a zero, forse non vedo quel riscatto per il paese che l’alcol di ieri sera mi aveva fatto sognare.

Vedo ancora però, e non è poca cosa sopratutto in questo momento, che almeno a livello internazionale abbiamo fatto una bella figura. E poi dimenticavo: ieri 12 marzo era il giorno di nascita dell’Avvocato. Chissà che da lassù non abbia voluto farsi un regalo.