Non ci siamo mai occupati di gossip.

Non per snobismo intellettuale ma molto più prosaicamente perché non siamo abbastanza informati sull’argomento.

Oggi vogliamo fare un’eccezione a proposito del matrimonio di Lucrezia Vittoria Berlusconi.

Molti di voi, se non tutti, vi starete chiedendo chi sia costei. Sono sicuro che la prima domanda che vi farete è: “ma è imparentata con la famiglia Berlusconi, quella ricca?“. “È una parente alla lontana di Silvio Berlusconi?”.

La risposta, peraltro ignorata anche da me fino ad oggi, è che Lucrezia Vittoria è la figlia, ventinovenne, di Pier Silvio Berlusconi.

Lucrezia Vittoria è nata da una relazione, poco più che adolescenziale, tra Pier Silvio e la modella Emanuela Mussida. Quando è nata, Pier Silvio aveva appena 21 anni. La ragazza è cresciuta sempre lontana da riflettori e flash di fotografi.

Solo recentemente Pier Silvio ha dichiarato, fotografato in compagnia della figlia a Monza, da un giornale specializzato in gossip: “ho molto a cuore il rapporto con la mia primogenita“. Poi ha aggiunto: “è stato un rapporto costruito a fatica sia per via della giovane età, sia per i numerosi impegni di lavoro che mi hanno tenuto lontano da lei nei suoi primi anni di vita“.

Lucrezia Vittoria si è sposata, qualche giorno fa, nella villa in Provenza della zia Marina Berlusconi. Tra i presenti, pare che ci fosse anche nonno Silvio Berlusconi.

Per il resto nessuna foto, nessun cenno sull’identità del neo-marito, né alcuna altra indiscrezione di sorta.

La notizia, per me, non è tanto che la stampa si sia occupata del matrimonio di una Berlusconi. Cosa normale e ragionevole.

La notizia, è che finalmente, una ragazza molto carina come Lucrezia Vittoria, appartenente ad una delle famiglie più ricche e potenti d’Italia, non abbia mai avuto, nessuna velleità da “primadonna“. E che abbia passato i suoi primi trent’anni, nel più totale anonimato.

Credo che sia una bella lezione di stile, nei confronti di tutti quei morti di “fama, con cognomi più o meno altisonanti, che sono disposti a tutto, spesso oltrepassando i limiti del buon gusto, pur di avere il famoso “quarto d’ora di notorietà“.

Non ci rimane, cara Lucrezia Vittoria, che farti tanti cari auguri.